Aziende

Scrivere una pagina di presentazione per le aziende è peggio di scrivere quella personale.

Esiste qualcuno che abbia scritto di non essere brava candidandosi per ottenere un lavoro?
Di certo non sarò io la prima. Anche perché sono molto brava. Ovvio, no?

A questo punto mi avvalgo della facoltà di essere un po’ presuntuosa e proporre un modello di comunicazione che non rispecchia la richiesta attuale partendo dal presupposto che il sistema stia implodendo.
Voi aziende, guidate da un’inspiegabile ossessione per i numeri, continuate a sponsorizzare persone dalla dubbia professionalità No, non è vero. L’ossessione non è inspiegabile. E’ spiegabile eccome, ma non per questo più accettabile.
Il sistema dell’influencer marketing sta creando un corto circuito che porterà inevitabilmente al black out. Veniamo quotidianamente bombardati da messaggi pubblicitari creati in maniera amatoriale da persone che vorrebbero oltretutto anche assurgersi a modelli di vita e spesso invece rappresentano quello che non vorremmo mai essere.
Più che modelli sono dei cartamodelli, perché ormai è chiaro che
tutto quello che vediamo è disegnato e poi cucito.

Io vi propongo idee e contenuti … in cui possono essere presenti messaggi promozionali.
Esattamente come accade nelle serie tv o nel cinema.

Storie e racconti personalizzati e scritti direttamente per l’azienda, con modalità e destinazioni di pubblicazione da concordare.

Banner pubblicitario, declinato in maniera gentile e creativa nel rispetto del contenuto, dell’azienda che lo sponsorizza e del lettore bombardato da pop up che non vede l’ora di chiudere insieme al messaggio pubblicitario.

Ideazione di contest per incoraggiare l’interazione con il brand in maniera sana.
In tutti i casi di pubblicazione condizione indispensabile è la moderazione. I canali dell’azienda devono essere moderati con la presenza di amministratori che stimolino la discussione e impediscano a commenti violenti o indecorosi di prendersi la scena (anche se producono hype!)

The NY Posh Project. E’ il mio progetto. Vivere a New York per un periodo di tempo e raccontare la città da lì, senza marchette. Esclusivamente per coinvolgere chi legge in un’esperienza.
Mentre scrivevo mi sono fatta lo scrupolo di sembrare una che vuole “scroccare” un viaggio. Poi però… no. Offrite adv e mescolate il vostro nome a personaggi ambigui che non è che i viaggi se li pagano esattamente aprendo il salvadanaio, quindi perché io non potrei proporre un progetto sano? Comunque, invece di riempirvi di tante belle parole cucite su cartamodello, preferisco leggiate i miei diari di viaggio

Breve parentesi su di me…

Per il curriculum sono troppo vecchia. Mi son occupata di eventi e comunicazione per così tanto tempo che ormai mi sembra di aver lavorato ai tempi dei dinosauri.
Mi ricordo di quel convegno in cui il T Rex parlava di come prevenire l’estinzione.
Ok, poi si sono estinti, ma io mi occupavo solo della logistica e dell’organizzazione generale!
Potrei dirvi che più di recente ho gestito un’impegnativa attività di ristorazione, ma ho troppa paura che poi mi chiamiate per farlo e non è un’esperienza che vorrei replicare. Sappiate comunque che so farlo parecchio bene.
Insomma, in 25 di lavoro nella comunicazione un po’ di esperienza l’ho accumulata con tutta l’annessa capacità nel problem solving.
Se volete sapere qualcosa in più su di me, ho scritto, sempre con molta fatica, anche una pagina personale oppure leggete le mie letters o, meglio ancora, scrivetemi a valeria@poshandletters.it per sapere quello che potrei fare per voi.