Chi è Michele Morrone, intervistato da Francesca Fagnani a Belve.
Gli spettatori di Belve di ieri sera si sono divisi tra quelli che hanno visto 365 giorni e quelli che si son chiesti… ma che è sto film?
Io ero tra questi e sinceramente mi sarei chiesta anche … ma chi è Michele Morrone … se non lo avessi già fatto qualche giorno fa quando ho visto Un altro Piccolo Favore su Prime, produzione internazionale in cui Morrone è tra i protagonisti italiani (insieme a Elena Sofia Ricci).

Ok, mi sto pure chiedendo quale simbolo ha tatuato nella zona pubica, ma credo che dovrò tenermi la curiosità, se però dovessi scommettere lo farei su qualcosa tipo falce e martello.
CHI E’ MICHELE MORRONE
Comunque, Michele Morrone si è seduto sullo sgabello di Belve e ha fatto il divo internazionale. Quello che se ne frega del “circoletto” di attori italiani, del David di Donatello, quello che, tranne Alessandro Borghi, son tutti più scarsi di lui. E anche più brutti.
E’ evidente che pratichi un culto monoteista.
Di cui la divinità è lui stesso. Al posto delle preghiere, il mantra “io so’ io e voi non siete un …”
NON TUTTA LA PRESUNZIONE VIEN PER NUOCERE…
E’ stata l’apoteosi della presunzione che solitamente detesto, ma in lui mi ha fatto sorridere, perché è stata sincera.

Non si è messo a fare i piagnistei o il falso buonista. Non ha nascosto l’ambizione, non ha fatto l’umile attore italiano che sembra sia sbarcato a Hollywood dopo la traversata dell’Oceano. A nuoto. Circondato dagli attori italiani nella parte degli squali (ogni riferimento a Sabrina Impacciatore è puramente casuale).
Poi certo… se uno guarda il suo curriculum, trova un secondo posto a Ballando con le Stelle, varie comparsate e un ruolo da protagonista in una fiction Rai, i tre film polacchi che compongono la saga di 365 giorni, un film con Megan Fox e quello con Blake Lively che vi ho citato più su.

Morrone non sapeva esattamente cosa fosse il metodo Stanislavskij ma diciamo che ieri sera lo ha applicato benissimo.
Il ruolo di divo di Hollywood lo ha proprio interiorizzato. E per me è stato più bravo di Favino che interpreta l’attore consumato a cui gli stranieri rubano i ruoli e di Germano quello partigiano che combatte nella trincea di un set.
Io sono Valeria, vendo posh e scrivo letters.
Questo è Posh and Letters.
(Se vi va mi trovate soprattutto su Fb, sono una boomer!)
