Non sono stata una fan della prima stagione, ma se ho dato una seconda possibilità al mio ex, perché mai avrei dovuta negarla a una serie tv. E così mi sono messa lì rilassata e sorridente a guardare la seconda stagione di Call My Agent. La minestra riscaldata però è buona, a volte anche più buona, solo se erano buoni gli ingredienti originali. Jennifer Lopez e Ben Affleck insegnano.

Insomma, se riscaldi i fagioli bruciati è matematicamente impossibile che tornino cotti al punto giusto. (E comunque, nel mio matrimonio io ero l’olio extra vergine di oliva messo a crudo, il fagiolo bruciato era mio marito… tanto per chiarire!)
In Call My Agent gli ingredienti in realtà erano tutti buoni: l’idea vincente francese (è il remake di Dix Pour Cent), la sceneggiatura di Lisa Nur Sultan, gli attori non scelti con il 3×2 al supermercato.
E’ che sono stati cucinati mali dal principio.
Cioè diciamo che è stata lanciata come una minestra gourmet, nel rispetto della serie madre francese, ma già alla prima stagione per me è stata una quattro salti in padella, di cui, intendiamoci bene, io sono una grande fruitrice. Però se non c’è l’asterisco del surgelato mi prende male. Call My Agent non è il remake di Dix Pour Cent.
E’ piuttosto la parodia.

Le cose che non mi erano piaciute della prima stagione le ho ritrovate anche nella seconda. L’assenza di cinismo, i tarallucci e pure il vino, la tendenza democristiana a non esasperare mai le situazioni, la scrittura piegata a dissacrare le guest star ma in modo politicamente corretto. Quella che c’è parecchio in più e’ la confusione. Non solo nella difficoltà di capire se questi ci fanno o sono, ma anche nella regia che nelle prime due puntate probabilmente è stata influenzata dalla presenza di Muccino come guest star e sembra che Luca Ribuoli faccia le riprese da una scialuppa di salvataggio con il mare forza 9. Ed è nervoso… perché soffre il mal di mare.
Un’ansia che non avete idea.
Comunque è chiaro che il progetto iniziale sia finito in caciara. Per restare nel loop della minestra, ai borlotti buciati ci hanno aggiunto i cannellini. Così, a cavolo!

Nota di merito per Gabriele Muccino che recita peggio degli attori dei suoi film ma si prende davvero in giro e riesce addirittura a far ridere. La battuta cult però è quella della compianta Marzia Ubaldi, qui alla sua ultima interpretazione, che, dopo una delle tante scene di nervosismo esasperato recitato con urla sconclusionate, dice: “Pare di stare in un film di Muccino”.
In definitiva, la seconda stagione fa più ridere della prima, solo che non hanno chiamato Rene’ Ferretti a fare la regia e resta tutto nel limbo di una parodia che non ce l’ha fatta perché in realtà parodia non doveva esserlo.
Da guardare con…. Gli Occhi del Cuore.
Su invece vi interessano le vicende di un medico legale particolare su Now vi consiglio Balthazar.
