DIOR PRE FALL 24: IL FEMMINISMO NEL SIMBOLO E NON NEI VESTITI

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Maria Grazia Chiuri ha scelto il Brooklyn Museum di New York per presentare la collezione pre fall 24 di Dior, ispirata a Marlene Dietrich, cliente della maison e molto amica di Monsieur Dior.

Prima di tutto spieghiamo cos’è la collezione pre fall. E’ una collezione ready to wear che le case di moda presentano prima della collezione autunno-inverno. Rispetto alle pre spring (o resort o cruise) sono più sobrie e rispondono prettamente a esigenze commerciali. Si tratta di collezioni interstagionali con cui le grandi case di moda si tengono al passo con i tempi, visto che ormai le nuove tendenze non sono solo quelle che nascono dalle intuizioni, più o meno rivoluzionarie, dei grandi stilisti.

Ispirandosi a Marlene Dietrich, la Chiuri porta in passerella una donna con più sfaccettature, quella androgina, quella elegante o quella più frivola. L’attrice infatti attraverso il suo modo di vestire fu simbolo di emancipazione per tutte le donne del tempo. Inoltre, Maria Grazia Chiuri, come spesso accade in questo tipo di collezioni, rende omaggio alla città che la ospita e così troviamo le stampe che raffigurano la Statua della Libertà, ormai simbolo della città e la bandiera americana.

L’intento di Dior con questa collezione è stato quello di mandare un messaggio femminista come dimostrano anche le due mani che raffigurano simbolicamente l’organo genitale femminile, opera creata da Claire Fontaine artista collettiva e femminista che si è ispirata a un’altra artista femminista, l’americana Suzanne Fontaine.

Sarò brutale, ma io la vagina sono stufa di vederla rappresentata, idealizzata o stilizzata che sia. Non riesco a vederlo come un simbolo di emancipazione o di rivoluzione femminista. Oltretutto se c’è bisogno di un simbolo così esplicito per dare valore “femminista” a una collezione di moda vuol dire che i vestiti non riescono a farlo da soli. Cioè io, che probabilmente sono basica, in nessun look che ha sfilato ho colto un messaggio profondo. Ho visto eleganza, sensualità, tagli over che sembrano fatti su misura, caratteristiche oltretutto che ormai la Chiuri ripete in maniera un pò monotona da qualche stagione, ma rivoluzione no. Ed emancipazione nemmeno. E’ stata la Dietrich la rivoluzionaria non Maria Grazia Chiuri che a lei si è ispirata. Ed è bellissimo, badate bene, che le renda omaggio, ma non mi piace che ci si appropri di un messaggio di emancipazione e lo si esprima attraverso una vagina stilizzata sullo sfondo della sfilata e non attraverso i vestiti.

Detto questo io ovviamente vorrei la maglia con la bandiera americana e i pantaloni. Non per femminismo ma semplicemente perchè amo New York.

Sul sito di Dior sono disponibili tutti i look della collezione pre fall 24.

Qui ho parlato di Jane Birkin che non era in ambiente Dior ma è stata una grande creatrice di tendenze.