Jane Birkin è morta il 16 luglio 2023. A me di lei restano parecchie foto dei suoi look conservate in una cartella del mio mac e che ogni tanto spio per prendere ispirazione. Non potendomi permettere una Birkin di Hermes, penso che per la prossima stagione comprerò un secchiello in vimini.

Jane Birkin è stata un’icona della moda, ma anche rappresentante di uno stile di vita libero, trasgressivo e spesso eccessivo. La sua storia d’amore con Serge Gaingsbourg è stata una delle più trasgressive degli anni 70.
I due si incontrano su un set… e indovinate un po’?
Jane lo detestava. Lo trovava snob, sprezzante e anche brutto.
Ma perché quando io incontro uno che sembra brutto, poi non si trasforma mai nell’amore travolgente della mia vita ma resta semplicemente uno brutto?
Avrete quindi capito che alla fine loro due sono stati travolti da una folle passione. Il regista per cui entrambi stavano lavorando, nel tentativo di rasserenare l’atmosfera tesa sul set, organizza un incontro tra i due che passano la notte in giro per locali. Tornano insieme nella stanza d’albergo di lui, che però si addormenta… “salvando la virtù” di Jane.
Almeno per quella sera.

Diventano subito una delle coppie più cool dell’epoca, aggettivo che si addice a loro come a pochi altri.
Più di vent’anni di differenza d’età, i due vivono una vita sregolata tra feste, alcol, musica, poesia e litigate furibonde. Una volta Jane, infastidita da Serge che continuava a rovistare nel suo cestello (quello che avrò anche io!), gli ha tirato una torta in faccia e ha continuato a litigare furiosamente con lui per strada, fino quando, per calmare le acque … si è buttata nell’acqua della Senna. La leggenda narra che subito dopo quel bagno improvvisato sono tornati a casa abbracciati.

È per la gelosia che quel pezzo potesse cantarlo una delle tante donne che giravano intorno a Serge che Jane decide di incidere con lui Je t’aime … moi non plus. La canzone in realtà era stata scritta per Brigitte Bardot con cui Gaingsbourg aveva avuto una breve relazione. Il pezzo viene censurato anche dalla BBC, oltre che dal Papa, ma diventa inesorabilmente un successo mondiale e un inno all’amore libero. Il loro diventa così anche un sodalizio artistico e saranno per sempre l’una ispirazione dell’altro.
Nel 1971, tornati dal giro del mondo che si erano concessi, nasce Charlotte, la loro prima e unica figlia. Jane aveva un’altra figlia, Kate, avuta a 17 anni. È la stessa Jane a raccontare delle loro scorribande notturne che cominciavano la sera dopo aver messo a letto le bambine e finivano la mattina quando tornavano a casa per svegliarle e portarle a scuola.

“Non siamo immorali, siamo amorali”. Così Serge definisce la loro coppia.
Dopo 12 anni d’amore, però Jane non sopporta più quei ritmi di vita e l’abuso di alcol da parte di Serge inizia a diventare un problema.
Così decide di lasciarlo.
All’epoca, Jane si rifiutò di parlare della fine di quella relazione, che comunque non mise fine all’intimo legame che li univa. Rimasero amici, lui continuò a scrivere canzoni per lei e a incarnare l’immagine del poeta maledetto fino a quando morì per un attacco cardiaco a poco più di sessant’anni. Jane, che intanto si era risposata e aveva avuto un’altra figlia, corse da lui per vegliare la sua salma. Da allora in ogni suo concerto lo ha sempre ricordato e gli ha sempre dedicato una canzone d’amore.
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