HOLLYWOOD: UNA SERIE NETFLIX SOTTOVALUTATA

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Non riesco a capire come Hollywood su Netflix sia sfuggita al mio radar finora.

Vi dico solo che alla fine ho applaudito anche con uno spunto di lacrimuccia. Sembrerebbe una storiella, ma invece niente di quello che succede è scontato e banale.

Questa storia bellissima è ambientata a Hollywood negli anni 40 subito dopo la guerra. Le persone si accalcavano davanti ai cancelli degli Studios sperando di essere scelte come comparse in qualche produzione. E da qui partono le storie dei protagonisti.

Storie realmente accadute, storie di fantasia e storie che sarebbero potute accadere si mescolano in una sceneggistura armonica che contemporaneamente affronta temi cruciali adesso figuriamoci per l’epoca. Dall’omosessualità, a un me too in salsa vintage, dalla questione razziale al potere delle donne.

Non vi anticipo nulla, perché vi assicuro che è divertente scoprire la sovrapposizione tra realtà e fantasia che si sviluppa durante le sette puntate. E tutto mentre vediamo come venivano girati i film in bianco e nero di quegli anni.

La serie è stata ideata da Ryan Murphy, creatore, tra gli altri, di Nip/Tuck, Glee, American Horror Story e più recentemente Dahmer, The Watcher e Feud, che adesso trovate su Disney. Uno dei pochissimi autori e produttori che al momento sta portando un po’ di qualità nel mondo Netflix.

Assolutamente consigliata. 

E si, è vero, è difficile immaginare una realtà in cui si incontrino così tante menti illuminate, ma la bellezza di una sceneggiatura e’ anche quella di potersi prendere la liberta’ di riscrivere la storia. E poi è … Hollywood, baby! It’s for the dream (cit.)