LUCIO PRESTA: I MOTIVI PER CUI NON AMA PIU’ AMADEUS

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L’intervista che Lucio Presta, uno dei manager più influenti dello showbiz italiano, ha rilasciato a Hoara Borselli su Il Giornale sembra una puntata di Call My Agent. Una di quelle in cui qualche agente sbrocca e inizia a straparlare.

L’argomento dell’intervista è stato la fine del rapporto professionale con Amadeus, avvenuto a dicembre 2023 e di cui, a ridosso dell’ultimo festival di Sanremo, si era già molto parlato. Al riguardo Ama non aveva detto molto, se non che Lucio Presta sapeva cosa avesse fatto, lasciando intendere che non era stata una separazione serena come quelle dei vip, quelle in cui il rispetto e la stima reciproci restano immutati.

Presta periodicamente ha mandato delle frecciatine sulla questione, fino al post in cui ha espresso la necessità di dover dire come si sono svolti realmente i fatti. Ed è qui che arriva O’Hara Borselli che, senza particolare sforzo, si fa raccontare tutto. No, non gli ha chiesto nulla riguardo al pettegolezzo secondo cui tra i paletti imposti dalla Rai ad Ama ci fosse un incontro proprio con la Borselli. Lo avrei adorato!!!

Comunque, io ho sempre pensato di essere un po’ rancorosa, ma ai livelli di Presta non ci sono mai arrivata, nemmeno nei confronti del mio ex marito. Ed essendo ormai passati mesi, le dichiarazioni di Presta non hanno nemmeno l’attenuante dell’impulsività. Ha avuto tutto il tempo per metabolizzare l’accaduto e per far sbollire l’eventuale rabbia, quindi diciamo che l’intervista ha tutte le caratteristiche della classica vendetta. Che va servita fredda. Come antipasto per l’ingresso di Amadeus in Discovery.

Io comprendo che non aver ricevuto da Amadeus la riconoscenza che si aspettava può averlo fatto arrabbiare, ma arrivare a descriverlo praticamente come un inetto è poco professionale, è scorretto, è un dispetto che ha molto a che fare con l’avere dieci anni. Presta, risposta dopo risposta, ci tiene a farci sapere che dietro il successo di Amadeus c’è lui. E’ lui che ha pagato pranzi e incontri per far avere ad Ama ospiti e co – conduttrici che abbiamo visto a Sanremo. Personaggi di cui lui a stento sapeva dell’esistenza. E’ stato lui a insegnare ad Ama come scrivere il regolamento del Festival, sempre lui si è occupato di Area Sanremo e ancora lui ha avuto tutte le intuizioni vincenti. E fin qui rientriamo nelle velleità da primadonna, patologia parecchio diffusa nello showbiz.

E’ quello che dice dopo che invece rientra proprio nella vendetta, visto che ha raccontato di richieste di Amadeus che andavano contro il regolamento della Commisisone di Vigilanza Rai, ha rivelato che Amadeus fosse a conoscenza delle “famose” scarpe di John Travolta a Sanremo, ha parlato di soldi, di persone da cui si è lasciato influenzare, di una sfuriata perché sua moglie, Giovanna Civitillo doveva essere l’unica a poter entrare all’Ariston per intervistare i cantanti. Riguardo a questo c’è da dire che non avevamo bisogno di Presta per sapere che la moglie di Amadeus aveva un santo sul palco!
Insomma, una roba abbastanza squallida e in nessun modo giustificata, dalla volontà di Presta di tutelarsi dalle dichiarazioni di Amadeus che potevano sottintendere che avesse fatto chissà cosa.

Il manager di un personaggio dovrebbe essere quello che ne cura e ne tutela l’immagine da dietro le quinte. E’ quello che lavora nell’ombra per esaltare il più possibile il suo assistito, perché più lui lavora e più il manager guadagna.
Non è che la fine di un rapporto di lavoro, per quanto torto possa avere l’una o l’altra parte, giustifica la lavanderia pubblica su particolari che proprio per il minimo della correttezza professionale dovrebbero restare privati.
Pensate agli attuali personaggi seguiti da Presta che si stanno facendo i conti delle cavolate fatte o dette e che il manager potrebbe sputtanare se rescindono il contratto.

L’intervista uscita su Il Giornale la trovate qui.