Quella che Chiara Mastroianni interpreta in Marcello Mio è una storia importante.

Del film di Christophe Honorè dedicato a Marcello Mastroianni in occasione del centenario della sua nascita avevo letto tempo fa e avevo già avuto una sensazione positiva. Poi, dopo Cannes dove il film era in concorso e dopo aver letto alcune interviste di Chiara Mastroianni, protagonista della pellicola, ho avuto la certezza di dover correre al cinema. Anche se potevo solo alle 17 di un martedi pomeriggio.
E ho fatto bene. Se avessi per gli uomini lo stesso intuito che ho per i film probabilmente non avrei “commesso” matrimonio. Sono uscita dal cinema commossa e soddisfatta, pensando a quanto sia stato bello questo omaggio a Mastroianni padre e attore.

Il film è fuori dai canoni che potremmo definire “normali” cominciando dal fatto che, a parte il soldato inglese, tutti gli attori interpretano sé stessi ed è necessariamente in lingua originale sottotitolata, visto che Chiara già recita in francese, italiano e inglese.
Non voglio fare considerazioni tecniche o raccontarvi la trama, io qua vorrei solo spiegarvi i motivi per cui per me è stato un film davvero emozionante.
In una sceneggiatura che potremmo definire buffa, visionaria, paradossale c’è l’amore. Quello di una figlia che ha perso il padre troppo presto, quello di una compagna per cui è stato il grande amore della vita, quello di un collega che vorrebbe essergli amico, quello di un giovane attore (e quasi genero) che lo adorava. In ogni scena c’è l’amore profondo e sincero che ognuno, a suo modo, ha provato per Marcello e, se entrate in sintonia con l’atmosfera del film, in più di un’occasione vi ritroverete con gli occhi lucidi.
In ogni scena scoprirete qualcosa di Mastroianni come attore, come padre o come uomo. Chiara racconta il padre indossandone i panni nel vero senso della parola. Con un vestito, una parrucca, gli iconici occhiali e i baffi, Chiara diventa lui e a tratti vi sembrerà davvero lui. Per me è stupenda questa cosa.

Ecco. Con questo film bisogna entraci in sintonia. Se sarete degli spettatori sterili è plausibile che vi sembrerà una pagliacciata. Io sono rimasta talmente coinvolta dalla delicata interpretazione di Chiara Mastroianni che quando ha cantato Una storia importante ho davvero visualizzato il padre che cantava la canzone alla figlioletta.
Mi hanno emozionato gli occhi della Deneuve che vede Chiara guardando Marcello e mi hanno fatto pensare a quanto si sono amati (qui la loro storia). Mi hanno emozionata i dialoghi surreali. La somma di piccole emozioni mi ha fatto adorare il film intero.
Ma basta sentimentalismi. Volete sapere qual è la parte meno paradossale del film? Il programma pomeridiano italiano che, affamato di gossip, chiama “Marcello” in trasmissione per farlo diventare un pagliaccio. Sarebbe dovuta essere una scena esasperata… e invece probabilmente è la più realistica di tutto il film!
Andate a guardarlo.
