IN VIAGGIO DA SOLA: SAN FRANCISCO – DICEMBRE 2022

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San Francisco-day 1
Partenza: 24-12-2022

Avevo opzionato Chicago, dove però la massima in questi giorni è scesa a -16 e sebbene sarebbe stata la scusa perfetta per comprare i moon boots rosa, quando mercoledì ho visto un’offerta per San Francisco, nonostante le mie scarse competenze matematiche, ho capito subito che era un affare. Ho prenotato all’istante. Partenza sabato mattina, scalo a Londra e hotel sulla Baia. Sorrentino non ti inventare nulla perché qua è stata la mano dell’ adrenalina. SF è sempre stata nei miei sogni, dopo NY ovviamente, ma un altro Natale a Ny poteva trasformarmi in un cinepanettone e io non volevo riempirmi di uvetta e canditi.

Partenza alle 11.20 da Linate, atterraggio puntuale a Londra e connection nello stesso terminal. Mi sono guardata più volte il lato B , sperando fosse diventato di una certa consistenza e invece niente. Fortuna estemporanea. Infatti la connection aveva tre ore di ritardo e le tipe della lounge non volevano più darmi il vino perché il massimo era tre bicchieri, sti inglesi tirchi. Penso di aver fatto lo sguardo della ragazzina dell’ esorcista perché a un certo punto non si sono più opposte. Ora, non è che io sia esattamente un’astemia ma difficilmente bevo così tanto di giorno. Se capita vuol dire che è una situazione straordinaria. Tipo un volo intercontinentale di 12 ore che attraversa gli states a loro volta attraversati da una perturbazione.

Il mio esperimento da piccolo chimico ha funzionato. Xanax e vino mi hanno fatto fare la bella addormentata per dieci ore. La perturbazione l’ho sentita ma ho fatto finto fosse un focoso bacio del principe.

Adesso cerco di far capire al mio corpo che è notte perché è un piena adrenalina da mattina. Ehi tu, no. Non te lo compro il caffè da Starbucks!

A proposito, buon Natale Italia !!!!!

San Francisco- day2

Ho camminato per la città famosa per i suoi saliscendi per 39 km oggi. I miei glutei per dispetto daranno un bonus alle cellule adipose che decidono di stabilirsi dalle loro parti. Che dirvi. San Francisco è meravigliosa (a tratti). Ho guardato un’alba stamattina dal Fischerman’s Wharf che, non fosse per la birra e le patatine, la sostituirei subito al tramonto. Sono salita sul punto più alto della città per guardare il panorama e fare un giro sull’ altalena sospesa. Ok non è stato proprio un giro, più un “oddio fatemi scendere da sta cosa”. E comunque io e Sanfri abbiamo avuto un piccolo scazzo. Dunque avevo preso l’ultimo caffè alle 7, alle 9 la mia astinenza da caffeina era da ricovero in rehab: va bene che era Natale ma zero Starbucks. Pure chiusi. Proprio zero.

Quindi mentre passeggiavo al Golden Gate Park ho pensato di prendermi una birra. Zero posti aperti. Poi ho pensato di non potermi arrabbiare in vacanza e quindi ho cercato di farmela prendere bene. E quando Sanfri mi ha chiesto “honey, what’s the matter?”, gli ho risposto “nothing” ma, da buona femmina, mentivo. Un po’. Ero davanti all’oceano, ero felice, ma, cazzo, nemmeno una birra!!! Sul parco vale il mio solito discorso. E’ un parco. Certo, questo finisce nell’oceano ma comunque sempre alberi, prati e scoiattoli sono. Insomma per pochi giorni a SF si può evitare a meno che non siate interessati ai musei che ci sono. La passeggiata al Presidio invece è meravigliosa. Sembra di stare a Stars Hollow. La zona è una ex base militare riconvertita e si trova proprio a ridosso del Golden Gate Bridge, che… avete presente la Torre Eiffel che da qualcuno angolo di Parigi la vedi? Ecco il ponte no. Dall’alto c’è la foschia e dal basso una hill che lo copre. Comunque non mi sfuggirà ovviamente.

Fischerman’s Wharf è una parte del molo della Baia ed è un angolo bellissimo pieno di gente, negozi e locali.

Ah, oggi alla fine un posto per pranzo l’ho trovato. Vicino l’Oceano. Mi son seduta indecisa se prendere un vino o una birra. E niente. Era tutto alcol free. Voi penserete che io abbia sclerato con Sanfri e, invece no. I proprietari, guardateli nelle storie, erano troppo simpatici e poi mi hanno subito fatto assaggiare le cose italiane alcol free.

Vi saluto che domani ho la prima, e probabilmente l’unica escursione di questa vacanza. Ho deciso che voglio godermi questa città il più possibile.

San Francisco – day 3

Non è vero, niente escursione. Cambio così spesso programma che oggi ero talmente confusa che quando ho visto una caserma dei pompieri ho pensato di controllare in che zona hanno girato Chicago fire, per poi ricordarmi che alla fine son venuta a San Francisco.

Comunque, dopo vari fogli scritti e cancellati oggi ho deciso di andare ad Haights il quartiere hippy di SF, in realtà il fu hippie, perché è lo stesso dove è stato simbolicamente celebrato il funerale del movimento. Adesso è rimasta l’idea di quello che è stato, i negozi vintage incredibili e l’odore di marjuana ovunque.

Per arrivarci ho deciso di attraversare la città e di fare un paio di volte su e giù in Lombard street per studiare bene i tornanti! Praticamente son passata dal molo al quartiere italiano a quello cinese che si è intrufolato dentro quello finanziario. Un po’ come succede a NY, un susseguirsi di tradizioni… in un solo isolato la pizza di Mario diventa il dim sum di Chun Sen. Solo che SF non si sviluppa in lunghezza ma in un ovale in cui ci sono tante zone interessati frammentate da quartieri anonimi se non proprio brutti e sudici. A tratti pure pericolosi.

È vero che è una città piena di contrasti. Nel giro di tre isolati ti ritrovi nel degrado quando un attimo prima stavi decidendo se entrare da Bloomingdale o da Macy’s su Market Street, una delle poche strade che oltretutto ti fa ricordare che è Natale: sulle decorazioni sono un po’ tirchietti a San Francisco!
Il mio giro a piedi è stato però molto bello soprattutto quando mi sono ritrovata nella parte bella di Haight Street. Potrei dare la colpa agli effluvi della marjuana invece la sensazione di essere stata in paradiso dipende proprio da tutti i vestiti che ho visto e provato. Negozi pazzeschi e tantissima gente vestita in maniera cool tutta insieme. La signora con la borsa Chanel e la ragazza punk erano a spulciare nello stesso stand. Con me. ovviamente. Ragazze, ho preso dei pezzi cosi belli che. non so se riuscirò a metterli nello shop, anche se prima di iniziare a comprare avevo fatto un patto chiaro con me stessa. Io però non ho firmato nulla. E, si sa, verba volant …

Adesso piove, io ho talmente tanto acido lattico che vorrei che qualcuno lo facesse diventare ialuronico. Me la sto godendo anche se SF è una città molto diversa da quella che immaginavo.

Good night, see you tomorrow !

San Francisco – day 4

Stamattina è cominciata una missione shopping che posso dichiarare miseramente fallita. Anche se essere riuscita a scovare l’ultima S di un maxi mutanda di Victoria Secrets mi ha dato parecchia soddisfazione. Dopo aver passato mezza giornata a cercare un paio di Jordan. impari ad apprezzare le piccole cose.

Se come me lèggete di visitare Mission, il quartiere latino, lasciate perdere a meno che la vostra passione per i murales non sia pari a quella mia per Berrettini. Avete presente Hola Chica Vamos a bailar, ecco no. È latino si, ma più in stile cartello messicano. Uno stradone degradato e zozzo dove in una piazza c’erano dei tizi con delle buste in cui la gente spulciava e poi dava dei soldi. Non ho approfondito.

Mi sono accodata a un tour che spiegava i murales ma una volta arrivata a Balmy, il vicolo dove è stato fatto il primo murales, ho chiamato un Lyft e sono fuggita senza nemmeno mangiare. E io che avevo fatto 20 km a piedi per sfondarmi di tacos, che in effetti fanno più messicano che spagnolo! Mi sono spostata a Castro, il quartiere gay di SF, quello dove è nata la bandiera arcobaleno. Da vedere c’è poco. Guardate a terra sul marciapiede: ci sono i ritratti degli omosessuali uccisi nel corso del tempo. E’ una strada piena di bandiere, ci sono le famose strisce pedonali arcobaleno.. che sembrerebbero nulla ma se respirate l’atmosfera di un posto dove si è fatta la storia è tanta roba. C’erano zero turisti … stanno a fa tutti la fila per salire sul tram! Mentre bevevo una birra a Castro il cielo si è schiarito e quindi ne ho approfittato per andare al Mission Dolores Park che nella fuga avevo tralasciato. Una bellissima vista della città, ma ormai per me vista significa solo pendenza che le mie gambe non sostengono quindi perdonate se non sono troppo entusiasta !

Ora mentre mangio un hamburger perché, qua ok che il pesce buono, ma la carne è sempre un’altra cosa, cerco di capire cosa fare dei prossimi giorni!

San Francisco – day 5

E stamattina, con zero fila, ho presso il cable car. Ho preso per il culo quelli che fanno la fila ma devo ammettere che è divertentissimo. E comunque si ferma ogni 5 minuti ai semafori quindi si scende con una certa serenità. Avrei voluto riprenderlo ancora stasera, ma perché passare due ore della mia vacanza in fila quando posso passarle a cercare le Jordan? Comunque ho dato fiducia a meteo.it e rinunciato all’escursione. Meno male perchè oggi a SF c’erano il sole e un cielo bellissimo: la giornata perfetta per attraversare il ponte e raggiungere Sausalito a piedi … dopo averli bagnati nell’oceano!

È stato bellissimo. L’emozione di vedere quel ponte rosso così vicino è stata talmente grande che, presa dall’entusiasmo, avevo pure pensato di assaggiare le ostriche per la prima volta in onore della baia, ma poi ho rinunciato… che se mi sentivo male non solo io mi sarei ricordata di SF per sempre, ma anche SF avrebbe fatto fatica a dimenticarmi.

La camminata sul ponte ha annullato le possibilità che le mie gambe riescano a salire su per la collina per visitare la Coit Tower. Sta in alto. Davvero in alto e io ho le gambe che sono così pesanti che ogni volta che cammino mi sembra di stampare la sacra sindone, versione suola, sul marciapiede.

Di questa gita è stato meraviglioso anche il ritorno con il ferry che mi ha riportato diretta al pier del mio albergo. Ormai qua è zona mia!!! Domani ho ceduto alla gita fuori porta la cui ipotesi avevo solo ventilato ma poi è diventata necessaria primo per la questione gambe acidolatticose e poi perché a parte i negozi vintage, a San Francisco i negozi so’ brutti, vecchi e trasandati. Quindi venerdì tornerò ad Haights ma intanto domani do un turno di pausa all’acido lattico e aumento i turni del fegato. Che fatica essere il capo del mio corpo.

Intanto qui mi sono ordinata il pane immerso nella crema al formaggio perché sto granchio mi piace parecchio ma poi…c’ho fame dopo dieci minuti!!!

San Francisco – day 6

Oggi giornata di escursione. Il giretto nella Napa Valley dovevo farlo. Avevo zero aspettative e invece è stata molto divertente e, con un tempo più clemente, sarebbe stata anche più scenografica.

12 persone, io unica Italiana tra tutti americani, sono praticamente finita a stalkerizzare una signora di New York e a raccontare a tutti quella vecchia storia che io nella vita passata ero figlia di uno dei padri fondatori. Eh, si, lo so, quello che state pensando, ci ho pensato anche io, ma no. Non è partita la versione a stelle e strisce di T’appartengo anche se sarebbe stato very cool.

Uff …però ogni volta che dico sta cosa della figlia dei padri fondatori mi dispiace per mio padre perché io sono contenta di essere figlia sua però qualche corto circuito nel concepimento deve esserci stato.

A questo punto potremmo parlare dei vini che ho assaggiato oggi, ma al riguardo parto da una considerazione fondamentale. 14 dollari di base a bicchiere plus taxes and plus tip sono troppi. A prescindere.

Bye guys!!!!

San Francisco – day 7

E sta per finire l’ultimo giorno a SF proprio adesso che iniziavo ad andare in giro senza navigatore e mi stavo affezionando a questa città strana. Non tanto americana, non tanto europea. Credo che SF rappresenti una categoria di cui è l’unico elemento. Oggi ho visitato Alcatraz. Vi consiglio di andarci presto così troverete meno gente e vi godrete il tour che è organizzato benissimo. All’arrivo vi accoglie un ranger rockstar che vi spiega le regole.

Sull’isola non si fuma, non si beve, non si mangia, non ci si allontana dai percorsi stabiliti, non si disturbano gli animali e non si portano via souvenir che non siano comprati nell’apposito negozio. E ricordatevi che siete su un territorio federale. Insomma se non l’avevi si impegnano a fartela venire … l’ansia. Poi sono tornata ad Haights perché dovevo onorare Vivienne Westwood e comprare quello che avevo puntato. Ho agito come un killer. Entravo. Compravo. Uscivo. Ovviamente un paio di cose me le hanno tolte dalle mani, ma sono i rischi che corre chi temporeggia. Comunque a un certo punto mi sono allontanata dal circuito che conoscevo perché ho seguito due signore super fighe che infatti mi hanno portata a loro insaputa in un posto incredibile. Io ve lo dico, tenetevi pronte, avvertite le amiche appassionate di vintage perché ho trovato delle cose da capogiro. E quando dico capogiro dico ballo ballo senza respiro … ho fatto un collegamento tra il movimento della testa della Carra’ e il capogiro, ma il mio livello di entusiasmo ormai è fuori controllo !!!!

Ok. Ho finito il primo round della cena, adesso cambio ristorante e comincio il secondo, ma non escludo il terzo che sono rimasta un po’ indietro con le cose che dovevo mangiare!

San Francisco – last day

E finisce così questa meravigliosa vacanza, con lo champagne nel bicchiere di plastica e un arrivo in aereoporto con 4 ore di anticipo. Sanfri mi ha graziato per 6 giorni, stamattina mi ha permesso un’ultima passeggiata sull’oceano e poi a un certo punto nella baia sono sicura di aver visto l’arca di Noe. Sono tornata nella zona di Chestnut all’altezza di Lombard, un quartiere bellissimo che però non c’è tra le dieci cose da vedere a San Francisco. No. Te mandano a vedere i Murales a Mission Street per farti vivere l’esperienza di Narcos che forse pensano si abbini bene ad Alcatraz!

Anche se avevo previsto di partire alle 4 dall’hotel, alle 2 ho chiamato Lyft. Avevo bisogno di arrivare in aereoporto e cambiarmi. Avevo il maglione che grondava acqua. Per strada l’autista mi dice che si è allagata l’highway e che spera che il mio volo non sia troppo presto. Alla fine sono arrivata in aeroporto mettendoci 45 minuti in più del previsto che sarebbero potuti diventare il doppio partendo più tardi. Quindi adesso mi godo la baguette con il Brie e lo champagne e festeggio questo nuovo inizio pronta a mettere nero su bianco i miei buoni propositi. Il primo è imparare a fare la clam chowder!!!

Happy new year a voi, io sono ancora nel 2022!