IN VIAGGIO DA SOLA: NEW ORLEANS. ESTATE 2023

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Day one . NEW ORLEANS
Questo viaggio l’ho prenotato 20 giorni fa alle quattro del mattino in una notte insonne. Senza pensarci più di tanto. Il prezzo era troppo conveniente per farmelo scappare.

Io però non sono abituata a prenotare così in anticipo perché lo so che poi sono talmente eccitata che inizio a fare tremila progetti. Infatti da quando ho prenotato ho dormito pochissimo !

Però, lo ammetto, non dormire per l’emozione è comunque una cosa bella.

Meno bello è il mal di terra che mi è venuto ieri per la prima volta nella mia vita. Il volo intercontinentale prima, la corsa nell’Aereoporto di Chicago per prendere il volo interno, l’ansia dei decolli che io ogni volta che sale quel rombo dei motori vorrei urlare “fatemi scendere da sto coso maledetto” mi hanno abbastanza provata.

Adesso va un po’ meglio, ma sappiate che se oggi dirò “sto volando” non è per fare l’adolescente ma perché effettivamente mi sento ancora in volo e pure con i vuoti d’aria!

Buoni propositi per il viaggio: non ingrassare e non spendere soldi inutili. Finora ho speso solo i soldi di Uber per arrivare in albergo. Nemmeno un chai latte da Starbucks.

In aereo non ho mangiato nulla. Pure quando prima di atterrare ci hanno offerto il sandwich che sembrava avere un profumo commestibile, l’alluce della Kate Moss che è in me ha risposto “No, thanks”. Poi è arrivata la Sora Assunta e ha aggiunto “l’anima de li mortacci di sto metabolismo lento”.

Ahhh… ma non ho detto dove sono … ve lo dico con le parole del signor United one man show quando ha aperto il gate per l’imbarco a Chicago… “today is your lucky day … ‘cause you are going to New Orleans”.

Volo.

Day two.

Che dirvi… stamattina sono uscita sulla stradina silenziosa del mio albergo, ho girato l’angolo di Jackson Square e mi sono ritrovata cinque persone che cantavano e suonavano davanti al Cafe’ du Monde. Ed è così che mi sono innamorata di New Orleans.

La giornata è proseguita con una lunga passeggiata a caccia delle dimore storiche del Garden District (qui c’è anche il cimitero La Fayette ma al momento è chiuso). Ho tentato anche di fotografarle ste cavolo di dimore (potete vivere senza), ma una volta il sole, una volta un ramo, un’altra il camion Ups … a un certo punto mi son detta … “ma che mi frega, mica sto viaggiando per il National Geografic”. E subito ho pensato ai ponti di Madison County. Comunque , se a New Orleans vi perdete, memorizzate dov’è il Mississippi e seguitelo. Se lo prendete dal lato giusto vi porta a Jackson Square, il centro del quartiere francese. Il lato giusto dovete capirlo voi qual è. Se ve lo sapevo dire io, mi chiamavo bussola.

Ho poi iniziato la visita delle parti della città infestate. Le storie dei fantasmi di New Orleans mi fanno molto ridere anche se il tour notturno non l’ho fatto. Sai com’è, just in case. Mi sono però diretta al Saint Louis Cemetery n.1, visitabile solo con tour guidato dopo che la tomba di Marie Laveau, sacerdotessa del woodoo è stata più volte vandalizzata da persone che speravano nella realizzazione del loro miglior desiderio (pare bisognasse scrivere tre x, di cui ci doni ancora testimonianze). Insomma 25 dollari per visitare la tomba della sacerdotessa senza nemmeno sperare nel desiderio realizzato, la tomba di Pat Murphy, giocatore di cui si racconta anche nella Regina di Scacchi, la statua rotta durante le riprese di Easy Rider e la tomba a forma di piramide acquistato da Nicholas Cage con la dicitura “perpetual care”, che le conferisce grosso valore. Per la guida lo ha fatto just for save the money. Infatti l’attore aveva comprato anche la Lalurie Mansion, la casa della serial killer di cui dicevo oggi nelle storie, ma poi l’ha dovuta lasciare… non si sa per problemi con il fisco o perché vedeva i fantasmi! Decidete voi.

Tornando a noi, se passate da New Orleans, vi ho fatto risparmiare 25 dollari. Magari poi mi offrite una birra!

Anche se ammetto che ci potrebbe essere qualche inesattezza perché @qui ho un problema. Io questi “Louisiani” non li capisco. Mi sento la milanese che non capisce Mare Fuori e deve mettere i sottotitoli. Una parola la afferro e dieci no.

Per il resto del pomeriggio mi sono dedicata alla musica. Se passeggiate su Frenchman Street molto meno turistica di Bourbona vi verrà voglia di entrare in ogni posto in cui suonano.

A questo punto bagnetto in piscina e pronta per la cena a Gumbo Shop, ottimo ristorante di cucina creola, che ora che l’ho provata posso tornare alle mie amate patatine fritte.

Per avere notizie sulla vita notturna di New Orleans dovete leggere altro. Io so’ stanca. Sono le 9.30 pm e sono seduta nel patio dell’albergo con due birre, la seconda non la volevo ma me l’hanno regalata. Possibile che io mi addormenti qui. Nelle storie vi racconto la storia del fantasma che si aggira al Muriel Bistrot. Anzi ve la racconto domani che se stanotte sogno i fantasmi a New Orleans chiedo la separazione con più velocità di quella che il mio ex marito ha messo a chiuderla a me.

Good night.

P.s. visto che in tanti siete preoccupati, confermo. Fa caldissimo. Ma chi se ne importa, io sono in vacanza in un posto meraviglioso. Vi assicuro che il caldo a Monza davanti alla macchina da cucire era molto peggio!

Day three

Da anni ormai non compro più una guida quando viaggio, preferisco leggere blog di viaggio e di esperienze non vagliate da un editor… alla fine i suggerimenti sono più o meno gli stessi ma spesso capita anche qualche bella dritta. Quindi se qualcuno recupererà questo diario del web … ecco un consiglio che nelle decine di blog che ho letto su New Orleans non ho mai trovato. Regalatevi un’alba sul Mississipi (attraversando la strada da Jackson Square). Sempre che andiate in agosto o giù di lì. Negli altri mesi non so come funziona. Le mie competenze si fermano alla certezza che la terra è piatta.

È un momento meraviglioso. A me stamattina è partito un attacco così poetico che credo di aver iniziato a pensare in endecasillabi. Poi mi son ripresa, perché si va tutto bene. Mi manca solo la botta di culo. Sapete tipo quella cosa che … ho accompagnato la mia amica al provino e hanno preso me. Per dire, eh. Non voglio fare l’attrice!

Comunque, andiamo avanti. Se fossi in un villaggio turistico la mattina farei risveglio muscolare, ma visto che sono a New Orleans passo al Cafe du Monde a farmi la dose mattutina di musica. Oltre ad incrementare quella di caffeina (e zero beignets). Oggi il primo caffè in camera è scattato alle tre e venti. D’altronde a casa non dormo mai, se iniziassi a fare la dormigliona in vacanza vorrebbe dire che Murphy è proprio un figlio di buona donna.

Oggi ho deciso di andare a vedere una piantagione e fare la gita in battello nel bayou. Alla fine ho scelto Oak Alley, che ha vinto tra le altre perché era un pacchetto già pronto e io le mie capacità organizzative le devo risparmiare per i prossimi dodici giorni visto che oggi così a caso è uscita l’ipotesi Denver. Vabbè ci penserò dopo. Torniamo alla piantagione. Una visita super interessante sia della main house sia delle case degli schiavi. Le 28 querce tutte equidistanti sono quelle originali piantate 200 anni e viste dal balcone della villa sono da restare per un po’ con la bocca aperta. La gita in battello l’ho trovata un po’ “telefonata” con le acrobazie della guida con gli alligatori, il mini alligatore da prendere in mano per la foto (io ho evitato). La cosa fantastica è però che oggi le guide non erano di New Orleans quindi ho anche capito tutto. Un ragazzo di Los Angeles mi ha detto che a volte fa anche lui fatica a capirli. D’altronde in NCIS New Orleans non parlano così (questo l’ho detto io, non lui).

Stasera al diavolo scegliere tra i ristoranti che avevo adocchiato. Me ne vado su Frenchman Street e ascolto musica in ogni locale che incontro! Voi direte che potrei farlo dopo cena. Purtroppo però sono sveglia dalle due del mattino. L’unico dopo cena che vedo nel mio futuro è un cuscino.

È l’ultima sera a New Orleans… ormai ho confermato la prossima tappa e il mio appuntamento del 26!

Update delle 22. Serata bellissima. Si è mangiato, bevuto e ascoltato tanta musica ma ho messo tutto nelle storie che se no pensate che ho un attacco di “guerraepacite”

Day Four.

Lo confesso, San Francisco per me non è diventata Frisco. Non ho avuto quella connessione necessaria per prendermi la confidenza di chiamarla con il soprannome. New Orleans invece ormai è Nola. Ci siamo capite subito noi due. E innamorate. Certo lei è The Big Easy quindi non posso pretendere un rapporto monogamo! Comunque vi do un po’ di suggerimenti, spero utili, se decidete di andare:

1. Hotel Provincial per dormire. Al centro del quartiere francese, potrete andare a piedi ovunque.

2. Cajun Mac&Cheese da Maison in Frenchman Street. Mentre ascoltate musica, naturalmente. In generale, prendete questa via molto in considerazione per la musica quando volete allontanarvi dal caos di Bourbon St.

3. I negozietti e le gallerie d’arte di Royal St.

4. Il caffè e beignets al Cafe’du Monde con la musica dalle otto del mattino.

5. L’alba sul Mississipi attraversando da Jackson Square e la passeggiata sulla riva (moonwalk)

6. Un concerto alla Preservation Hall (si prenota on line sul loro sito)

7. La visita a una delle piantagioni (ci sono pacchetti on line o si possono chiedere info ai centri informazioni in città)

8. La cena creola al Gumbo shop, con un ottimo rapporto qualità/prezzo

9. Giretto al French Market per lo street food o per comprare tipo un capplleino di New Orleans.

10. Pollo fritto da Daisy Mae (Willi è chiuso). Un po’ fuori dal quartiere francese è un posto molto tipico. Il pollo potrebbe avere più carne ma cavolo gli fanno una crosta pazzesca.

Per la musica non voglio consigliare nessun posto… io sono andata in qualcuno consigliato, ma poi è stato bello camminare, perdersi, entrare nei bar in cui c’era musica che mi piaceva, restare un po’ e poi ancora gironzolare alla ricerca di altra musica che mi incuriosisse. Questo dovrebbe essere l’unico vero must delle cose da fare a Nola.

Vi consiglio invece di evitare la visita guidata al st Louis Cemetery n.1. 25 dollari sprecati. Se siete curiosi nel day two di questo diario vi racconto cosa c’è. Congo Square è una piazza dall’importante valore storico (l’unica dove le persone di colore potevano incontrarsi) ma è completamente anonima. Si trova all’interno del Louis Armstrong Park di cui è bella solo l’entrata ma io non sono amante dei parchi. Monsieur Central Park escluso (e pure quello di Monza se non i miei concittadini si offendono!). Il City Park per esempio non l’ho proprio visto.

Se poi inspiegabilmente vi viene voglia di strade enormi, andate su Canal Street e la soddisferete. Dalla parte del fiume ci sono anche un paio di centri commerciali.

Lascio Nola con un pensiero nazional popolare. Ogni giorno mentre me ne innamoravo sempre di più ho pensato a quanto invece questa città è dolorosa per Albano e Romina Power. A me la scomparsa di Ylenia Carrisi ha sempre fatto venire i brividi.

In questo momento sono sull’autobus notturno che in 12 ore mi porterà nel paese dove … “everything is bigger”. Avrei potuto prendere l’aereo? Si certo, però con il volo sarebbe stato un transfer non un viaggio!

See you tomorrow. Stay easy!

Ps. Non ho visto nemmeno mezzo fantasma!