GERTRUDE STEIN & ALICE TOKLAS: IL RACCONTO DELLA LORO STORIA

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UNA STORIA D’AMORE PER CUI VALE LA PENA DIRE CHE… DIETRO UNA GRANDE DONNA C’E’ SEMPRE UNA GRANDE DONNA.

Ho letto tantissimo su queste due donne e ho iniziato a immaginare la loro vita: due donne americane innamorate a Parigi all’inizio del ‘900, contro ogni convenzione.

Gertrude passeggia nel grande salone della casa di Rue de Fleurs 27 che lei e il fratello Leo hanno fatto diventare una sorta di galleria d’arte, un luogo di incontro per gli artisti dell’epoca. Accanto a lei c’è Scott Fitgerald . Ha un’idea per un nuovo romanzo e, come spesso accadeva, a lui e ad altri scrittori, vuole condividerla con lei.

Era stata anche amica di Hemingway per un periodo ed è lui che la descrive come il fulcro della vita intellettuale di Parigi, donna forte e volitiva, con un carattere difficile ma allo stesso tempo accogliente e generosa, pronta a sostenere e promuovere i giovani artisti emergenti.

Il ritratto di Gertrude realizzato da Picasso

E cosi, eccola a camminare, tra un Matisse e un Picasso appesi alle pareti, con i suoi capelli tagliati cortissimi e lo sguardo fiero, mentre di nuovo suona il campanello. Sarebbe potuto essere proprio Picasso. O Henry Miller. O qualsiasi altro intellettuale d’avanguardia che si trovava a Parigi.

Nell’altra stanza c’è Alice. E’ seduta a un tavolo su cui sono sparsi fogli scritti con una grafia indecifrabile per tutti. Ma non per lei. E’ infatti l’unica che riesce a mettere in ordine gli appunti dei romanzi che Gertrude scrive di notte.

Pur essendo anche lei una scrittrice passa gran parte del suo tempo a occuparsi degli affari di Gertrude, soprattutto da quando vivono insieme nella casa di Rue De Fleurs. Il fratello di Gertrude se ne è andato perché non era d’accordo sulla loro convivenza. E Alice non capiva perchè. Loro due si amavano e non lo nascondevano, ma erano sempre molto discrete. Forse non le piacevano i suoi baffi che aveva deciso di non tagliare mai.

Si erano innamorate subito, pur essendo molto, diverse. Egocentrica e volitiva Gertrude, riservata, ma non meno determinata, Alice, che per tutta la vita gestirà e organizzerà la vita di Gertrude. Dopo la prima vacanza insieme in Toscana si considerarono sposate. Anni dopo inizieranno a firmarsi Gertrice e Altrude.

Era la passione per l’arte e per la cultura a unirle, oltre a un profondo altruismo. Gertrude lo dimostrava sostenendo gli artisti emergenti, Alice supportando la sua compagna. Fu lei a vendere un Picasso per fondare una casa editrice e pubblicare i romanzi della Stein, il cui stile particolarmente anticonvenzionale non convinceva gli editori.

Durante la prima guerra mondiale, invece di restare al sicuro a Maiorca, tornarono a Parigi per fare le volontarie. Comprarono una vecchia Ford che Gertrude imparò a guidare, anche se, si dice, non fu mai in grado di mettere la retromarcia.

L’ambiente che circondava Gertrude Stein e Alice Toklas è descritto da Woody Allen in Midnight Paris, in cui il protagonista, Owen Wilson, alla mezzanotte di ogni sera, si ritrova catapultato nella Parigi degli anni Venti. E a un tratto insieme ad Hemingway bussa a una porta che gli viene aperta da Alice. In salone ci sono Gertrude, interpretata da Kathy Bates, che discute animatamente con Picasso di un dipinto per lei troppo borghese e dà consigli letterari a tutti. Woody Allen ha colto e riassunto l’essenza di questa donna, che parla e offre consigli a tutti. Anche agli sconosciuti.

Nel 1933, Gertrude scrive Autobiografia di Alice B. Toklas e raccontando la vita della sua compagna di vita, racconta in realtà di sè stessa restituendoci uno spaccato della vita culturale di Parigi con aneddoti sugli artisti che quotidianamente frequentavano l’appartamento in Rue de Fleurs. Si parla di Picasso, con cui aveva un rapporto strettissimo e che a lei dedicò un ritratto oggi esposto al Met di New York. Per scrivere il libro la Stein usa uno stile semplice, lineare, abbandona quindi quella spinta sperimentale che fino ad allora aveva contraddistinto la sua opera. Il libro le farà avere quel successo di pubblico che fino ad allora non aveva mai ottenuto.

Gertrude Stein

Con lo scoppio della seconda guerra mondiale, le due donne, entrambe di origine ebraiche, decidono di abbandonare Parigi e trasferirsi in un piccolo villaggio in campagna, dove si mantengono vendendo alcuni quadri della loro collezione. “Abbiamo mangiato Cezanne”, ricorderà in seguito Alice.

Nel 1944 tornano a Parigi, ma la loro vita non ricomincerà come prima perchè Gertrude si ammala di cancro allo stomaco e morirà due anni dopo.

Alice rimane da sola. E’ costretta dalla famiglia Stein ad abbandonare la casa di Rue de Fleurs con tutti i quadri e i ricordi che aveva costruito con Gertrude, che invece nel suo testamento le aveva lasciato tutto.

Dopo la morte di Gertrude, Alice scrive due libri. Uno di ricette, uscito in Italia con il titolo I Biscotti di Baudelaire. Le ricette descritte accuratamente permettono ad Alice di raccontare tantissimi aneddoti ad esse legate, anche dei tempi delle guerre quando gli ingredienti per cucinare erano pochi. Il titolo italiano deriva dai biscotti il cui ingrediente magico è la cannabis sativa. E lei stessa, nel libro, ne consiglia di mangiarne al massimo due.

Nel 1963 scrive, questa volta di suo pugno, la sua autobiografia “What is remembered”. Entrambi i libri però si interrompono nel 1946, anno della morte di Gertrude.

Alice si convertirà al cattolicesimo per incontrare Gertrude in paradiso. Alla sua morte chiederà di essere seppellita nel cimitero di Perè Lachaise accanto alla sua compagna. Il suo nome, Alice B. Toklas, anche con quella B diminutivo di Babette, il soprannome che Gertrude le aveva dato, è inciso sul retro della lapide di Gertrude.