Lo dico sempre. I red carpet sono come i matrimoni in cui una parte integrante della festa è fare il taglia e cuci sui vestiti. Quest’anno a parte cucire il vestito di Vuitton di Emma Stone, che io invece avrei completamente tagliato, c’è stato poco da spettegolare. Comunque, ogni volta che Emma Stone va su un red carpet in Vuitton mi sembra stia interpretando un remake: “Salvate il vestito Luis”. E lei alla fine lo fa… abbinandoci l’Oscar!


“Ti devo fare un disegnino?”. Questa deve essere stata la risposta di Daniel Rosberry mentre aveva sottomano il bozzetto del vestito di Emily Blunt. La domanda del collaboratore era stata: “Ma tu hai capito dov’è la patatina delle femmine?”.
Insomma lezioni di anatomia da Schiaparelli ma non di cadute, perchè Sandra Huller, non vincerà l’Oscar come miglior attrice protagonista per Anatomia di una caduta, ma nemmeno cadrà. Perchè ha due deflettori al posto delle maniche.


America Ferrera porta avanti il colore di Barbie scegliendo un abito in maglia metallica di Versace dal fit molto skinny. O troppo? Boh sono indecisa. Credo comunque che stiamo entrando in quello che verrà ricordato come il periodo “pubico” della moda italiana. O del mio da pervertita.

Gli unici che non hanno paragonato Anya Taylor-Joy in Dior a una sirena sono i molluschi che vogliono attaccarsi alle sue squame. Io non sono mollusco, per cui per me è totale Sirena a Los Angeles.

C’è un metodo infallibile per capire quando i pois sono eleganti. Se viene voglia di cantare una zebra a pois, si può dire “Dior abbiamo un problema”. E voi avete cantato guardando Jennifer Lawrence? Io, si, ma a bassa voce perchè adoro i pois!

Quando la guardo ho sempre la sensazione che me voglia menà e vestita con questo abito di Del Core che sembra un pò un’armatura, la visione di Florence Pugh non è certo rassicurante, ma io, braveheart, non ho paura e dico che non mi piace! E nonostante avessi già visto l’abito di Emily Blunt, io sono troppo vecchia per le bretelle che non si poggiano sulle spalle.

Zendaya dopo la promozione fiume per Dune 2 in cui ogni outfit ha stupito più del precedente, per gli Oscar sceglie un comfort dress firmato Armani Privè con cui lei brilla, senza voler rubare la scena alle protagoniste della serata. Che ne sapeva lei che quasi tutte le altre si sarebbero vestite male?

Prima di passare alle mie due vincitrici, non posso non nominare Margot Robbie, la grande esclusa dalle nomination come miglior attrice protagonista. Sceglie un luccicoso Versace nero che serve per il processo di riabilitazione per superare la dipendenza dal rosa. Ciao sono Margot e questo è il terzo red carpet in cui non mi vesto di rosa. Ma riesco comunque a dire Hi Ken!

Sabato De Sarno ha debuttato sul red carpet degli Oscar e, anche se non con l’abito che fa molto “vogliamo un Papa indiano” creato per Lily Gladstone con Joe Big Mountain per omaggiare i nativi d’America, arriva al secondo posto con un abito tanto semplice quanto elegante indossato da Kirsten Dunst. Quest’anno gli è andata bene, perchè non c’erano praticamente competitor.


La vincitrice del red carpet però è la candidata agli Oscar come miglior attrice protagonista per Maestro: Carey Mulligan, avvolta in un abito dalle proporzioni perfette che, guardatela bene… non vi sembra la versione glamour della statuetta? Comunque il vestito è una rielaborazione di un abito disegnato da Cristobal Balenciaga nel 1951. E’ una coincidenza che le proporzioni siano così perfette?

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