
Cari single (o gruppi) d’ascolto,
c’è la seconda stagione di The Diplomat su Netflix e al riguardo confermo quello che ha detto l’anno scorso dopo aver visto la prima.
Cioè, lo confermo ma devo aggiungere anche una cosa: si tratta di una delle migliori seconde stagioni che io abbia mai visto, non tanto per le vicende che a tratti appaiono un pò borderline (anche se…), ma ancora una volta per la scrittura. Avvincente, potente e centrata.
Il finale, che ovviamente non vi svelo, mi ha fatto restare attonita e a bocca aperta come i personaggi!
Tranquilli. Di The Diplomat è stata già confermata la terza stagione.
Il mio consiglio è di guardarla in lingua originale, anche perchè in questa serie è divertente notare la differenza tra accento americano e accento inglese. Sono disponibili i sottotitolo in italiano.
IL DIFETTO DELLA SECONDA STAGIONE DI THE DIPLOMAT

Se devo trovare un difetto, lo trovo nel riassunto che ha preceduto l’inizio. La prima stagione era molto articolata, avrebbero potuto mettere una voce narrante a ricordarci dove eravamo rimasti.
Nemmeno se avessi mangiato sogliola tutti i giorni per un anno sarei riuscita a ricordarmi tutto. Mi ci è voluta l’intera prima puntata per riassociare i nomi ai personaggi. Ma magari voi siete più “fosforati” di me.
Gli outfit di The Diplomat
Qui scriviamo “letters” ma non dimentichiamoci che siamo anche posh… quindi diamo un occhio agli outfit della nostra Diplomat, Kate Wyler interpretata da Keri Russel.

Gli outfit in una serie di questo genere sembrerebbero non importanti e invece, ve ne accorgerete, sono indispensabili per definire il carattere del personaggio. Una donna pratica, focalizzata sul suo lavoro, che, è chiaro, non preveda di sfogliare Vogue. I vestiti per lei sono solo dei pezzi di stoffa necessari per coprirsi.
Il risultato sono outfit antichi, tristi, monocromatici e abbastanza sciatti… così sciatti che sembra quasi che la Diplomat abbia pure problemi con l’igiene personale. Lo so, è assurdo, ma se non c’è nemmeno una scena in cui la protagonista fa la doccia… per me non lo fa!!!!
Detto questo, durante la visione fate caso a due outfit che si salvano dalla tristezza. Un tailleur da uomo che indossa nella prima puntata, non per volontà, ma per cause contingenti e il vestito nero a portafoglio che indossa alla serata con il Primo Ministro.
La recensione della prima stagione
La creatrice è Dara Cahn, la stessa di The West Wing e di Homeland. E ovviamente l’argomento è la politica americana.
Questa volta la showrunner si concentra sulle relazioni diplomatiche e sul lavoro degli ambasciatori intessendo una storia complicatissima che vede protagonista l’ambasciatrice americana in Gran Bretagna nominata nel pieno di un’emergenza che naturalmente coinvolge la situazione mediorientale e vari servizi segreti.
La diplomazia in una serie tv

La serie non è facilissima da seguire perché la storia non è esattamente lineare e ogni dieci minuti si arricchisce di particolari che la complicano sempre di più.
E’ però scritta benissimo e totalmente contestualizzata nel periodo storico contemporaneo, è curata nei dettagli anche nel sottolineare le differenze tra la cultura americana e quella inglese e affronta tematiche che già conosciamo ma dal punto di vista diplomatico che è assolutamente nuovo.
Tutto condito da una buona dose di sarcasmo che in maniera sottile prende in giro le dinamiche politiche.
Keri Russel è … The Diplomat perfetta!
Le vicende personali dei personaggi si mescolano inevitabilmente a quelle politiche come capita spesso nelle serie americane. Se credete di avere un rapporto complicato, pensate a quello che possono avere due diplomatici americani, di cui uno è un super egocentrico.
Anche se non è ai livelli delle due serie succitate, finalmente parliamo di una produzione di sostanza che non si può non applaudire visto che appare nel deserto creativo causato dalla bulimia di serie tv di cui soprattutto Netflix sembra soffrire.

La protagonista è una perfetta Keri Russel, che conosciamo anche come protagonista di una bellissima spy story che se non avete visto vi consiglio di recuperare: The Americans che trovate su Disney (qui altra serie che vi consiglio su Disney).
