LA PUNTATA DI REPORT SU ANTONELLA GIULI L’HA VISTA IL CUGINO DI QUALCUNO.

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Lo sapete quel cugino che dice cose, dà consigli legali, fa diagnosi mediche, ecc. Si, è sempre lui. Quello che al momento del bisogno è anche gay. Da ieri, visti i commenti che dicono tutto e il contrario di tutto, credo che sto cugino sia anche l’unico ad aver visto la puntata di Report in cui c’era un servizio dedicato ad Antonella Giuli, sorella del nostro Ministro alla Cultura che dallo scorso gennaio lavora alla Camera dei Deputati in qualità di addetto stampa.

Io non ho un cugino tuttologo e quindi stanotte la puntata di Report ho dovuto guardarla con i miei occhi, che evidentemente hanno visto qualcosa di diverso da quello che hanno visto gli occhi dei cugini dei tanti commentatori social.

IL BANDO PER DIVENTARE ADDETTI STAMPA DELLA CAMERA

C’è un bando per diventare addetti stampa della Camera dei Deputati che però ognuno, che sia di destra o di sinistra, gestisce in maniera totalmente discrezionale. E già questo per me rappresenterebbe un abuso gravissimo degno di una puntata, ma noi italiani siamo così tanto abituati alla necessità di avere santi in paradiso che ormai a Roma San Pietro lo chiamano Onorevole.

IL CONTRATTO DI ANTONELLA GIULI
Per contratto, Antonella Giuli deve lavorare in esclusiva per la Camera dei Deputati e in qualità di addetto stampa non può partecipare a nessuna attività politica. È una cosa scritta nero su bianco. I video che la riprendono accanto ad Arianna Meloni in eventi politici costituiscono chiaramente  un inadempimento dei termini contrattuali. Non conta che la Giuli sia best friend for ever di Arianna Meloni e nemmeno che la segua nei suoi impegni politici nel tempo libero.

L’ERRORE DI REPORT
Purtroppo Report, come spesso accade, è caduto nella trappola di non accontentarsi di lanciare un’accusa e di dimostrarla attraverso prove video incontrovertibili. Ha dovuto aggiungere il carico che ha fatto superare il confine tra inchiesta e attacco personale. La battutina sul presunto assenteismo, la testimonianza anonima del dipendente della Camera che accusa la sorella del Ministro di avere un trattamento privilegiato rispetto agli altri addetti stampa sono riconducibili a pettegolezzi, visto che non ci sono prove che dimostrino la tesi.

IL FIGLIO MALATO DI ANTONELLA GIULI
Se ci fosse stato un approfondimento giornalistico, Report avrebbe saputo che Antonella Giuli usufruisce della Legge 104 per suo figlio malato, circostanza che, a differenza di quanto leggerete in vari post, la trasmissione di Ranucci non ha in nessun modo costretto a rivelare. A farlo è stata direttamente Giuli in una lettera aperta scritta per difendersi dalle accuse che le erano state mosse. E ovviamente ha scelto di difendersi solo da quelle che le permettevano di mostrarsi come “madre di figlio malato”, come se avere un figlio con una patologia dispensasse dal rispetto di un contratto di lavoro.

Perdonatemi se sembro cinica e sia chiaro che Antonella Giuli ha tutta la mia empatia per la sua situazione familiare, ma il fulcro dell’inchiesta di Report verteva su altro. Quello su cui la Giuli e le istituzioni dovrebbero darci una risposta, che peraltro noi cittadini dovremmo esigere.
E invece adesso la questione da discutere sembra sia la violenza di Report colpevole di aver costretto una donna a rivelare dettagli di una sua personale e dolorosa situazione familiare. Questa è l’Italia.