A luglio del 2013 sui social spuntò una foto del volto tumefatto della donna che all’epoca era la compagna di Massimo Di Cataldo. Il cantante fu subito giudicato come maschio violento dal tribunale social e si iniziò anche a parlare di un procurato aborto alla donna causato dalle botte.
Massimo Di Cataldo due anni dopo è stato prosciolto da tutte le accuse: i due avevano un rapporto burrascoso mai sfociato però in atti di violenza. Insomma, per due anni un uomo è stato dipinto come mostro per una foto non vera.
E dopo avervi ricordato questo episodio, vorrei dire due cose sulla vicenda di Morgan.
Io non voglio né difenderlo, né accusarlo ma credo davvero che questa vicenda stia toccando livelli di bassezza e di ipocrisia a cui solo la Lucarelli poteva farci arrivare.
A quattro anni dalla denuncia per stalking e molestie contro Morgan, su sollecitazione di Selvaggia Lucarelli, Angelica Schiatti ha deciso di rendere pubblica la vicenda su cui finora aveva mantenuto il più stretto riserbo (nonostante la ex giornalista avesse già tentato in passato di intervistarla). Su Il Fatto sono stati pubblicati messaggi e accuse varie su cose che Morgan avrebbe detto o fatto. Sulla questione è intervenuto anche Calcutta, attuale compagno della Schiatti, confermando le accuse della compagna e attaccando anche la Warner colpevole di aver messo sotto contratto Morgan nonostante fosse a conoscenza della situazione.
Dunque, da una parte abbiamo una donna che forse è stata molestata fidanzata con il cantante che lo guardi e ti vien voglia di abbracciare come fosse un peluche, dall’altra Morgan che è … Morgan.
Niente di più appetibile per i paladini dei social. Una gara per esprimere la condanna più severa, ognuno per dimostrare che il no alla violenza sulle donne è senza se e senza ma, soprattutto quando l’accusato è un personaggio border line che si presta a essere giudicato male. Peccato che i se e i ma bisogna usarli per forza, quando non c’è una condanna inflitta da un giudice, altrimenti, non importa chi sia l’accusato, è diffamazione.
La prima conseguenza, la più ipocrita, è che la Warner ha interrotto il contratto in essere con Morgan in base alle notizie uscite sui giornali. Qualcuno capisce la gravità che una società ti licenzi per delle notizie uscite su un giornale?
Ripeto Morgan è Morgan, ma pensate se fosse stato vostro fratello a perdere il lavoro per una denuncia, sebbene gravissima, di quattro anni prima con una sentenza di primo grado su facebook, di secondo su instagram e definitiva su X.
Poi da Morgan si è dissociata la Rai che sembrava gli avesse dato un programma.
E alla fine è partito definitivamente il canile… con Selvaggia Lucarelli che, tutti i giorni, alimenta la polemica becera, Fabrizio Corona che interviene, Morgan che vuole raccontare la sua versione a puntate, Sgarbi che difende Morgan, la compagna attuale di Morgan che si gioca la carta del padre amorevole, tutti i cantanti che esprimono solidarietà ad Angelica e che si accontentano che la Warner abbia concluso il contratto con lui. Il fatto che alla Warner sapessero delle accuse contro Morgan e lo abbiano ugualmente messo sotto contratto non conta nulla. Che fare i paladini è bello… ma un conto è parlare, un altro è agire e rinunciare ad avere a che fare con una major perchè non si condivide la sua politica. Tra le parole e i fatti ci sono sempre … i cacchi propri.
In tutto questo nessuno che si sia mosso per pretendere finalmente una legge adeguata che tuteli le donne vittime di violenza in qualsiasi sua forma.
Nessuno che si sia chiesto perché Morgan non sia stato sottoposto immediatamente a un’ordinanza restrittiva.
Nessuno che si sia chiesto perché in quattro anni ci siano stati solo rinvii.
Nessuno che sia andato oltre le parole. Le bellissime inutili ipocrite parole.
Le donne devono essere difese dalla legge. Tutti dobbiamo essere difesi dalla legge.
