KATHERINE HEPBURN: UNA DELLE ATTRICI PIU’ IRRIVERENTI DI HOLLYWOOD

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Katherine Hepburn è stata una delle attrici più irriverenti, ironicamente snob e anticonformiste di Hollywood. E sapete che giorno è nata? Il 12 maggio, il mio stesso giorno, ma nel 1907.

Questa data l’ha rivelata però solo nella sua autobiografia. Fino ad allora aveva sempre usato l’8 novembre, data di nascita di uno dei suo cinque fratelli, Tom, che proprio lei trovò impiccato, un tragico evento che le causò una fortissima depressione, tanto da costringerla a studiare a casa, fino al college.

Madre suffragetta e padre urologo impegnato nel promuovere la contraccezione: la sua era senza dubbio una famiglia agiata e progressista.ma il padre era comunque molto rigido e severo.

Quando Tom morì impose a tutti di continuare a vivere come se lui non fosse mai esistito, decisione insostenibile per Kate legatissima al fratello maggiore, così tanto che decise di… vivere lei per tutti e due.

Inoltre, la famiglia negò sempre il suicidio, attribuendo la morte a un gioco finito male.

Kate però  rivelerà che il padre aveva insegnato loro il metodo dell’impiccagione e l’altro fratello riteneva il gesto di Tom una reazione all’estrema severità con cui il padre lo trattava.

Kate è un maschiaccio, taglia i capelli cortissimi, nuota nelle acque gelide (cosa che continuerà sempre a fare) e pratica moltissimi altri sport. Al college è una ribelle. Non è abituata all’interazione e alle regole. Solo quando minacciano di allontanarla dopo che aveva fumato in camera, decide di riprendere in mano la sua vita con la regola però che avrebbe fatto tutto quello che voleva.

Si appassiona al teatro e decide di andare a New York, scelta sostenuta dalla madre e osteggiata dal padre che riteneva la parole attrice sinonimo di prostituta, anche se poi decide di pagarle le lezioni di recitazione, usando però i soldi “sporchi” vinti con delle scommesse di golf.

A New York, diventa amica di Laura Harding, ricca ereditiera con cui condivideva il sogno della recitazione e che diventerà poi la sua segretaria. Lì la raggiunge anche il suo amico Luddy Smith con cui inizia una relazione e che diventa uno dei suoi più grandi sostenitori, anche economicamente. La carriera di Kate però non decolla, i ruoli che riesce a ottenere non le vengono mai confermati, perché davanti al pubblico la sua voce diventa stridula, la sua faccia rossa e la sua parlata talmente veloce che non si capiscono più le battute. Decide di arrendersi, sposa Luddy e inizia a pensare alla famiglia, ma quella vita le sta stretta.

Torna a New York e finalmente riesce a ottenere il ruolo di protagonista in Febbre di Vivere con John Barrymore (nonno di Drew), alcolista e donnaiolo che, non riuscendo a sedurla, la prende sotto la sua ala perché in lei vede una futura star. Il regista è George Cuckor che resterà sempre suo amico.

Il film però segna anche la fine del suo matrimonio con il fedele Luddy, da cui però non divorzierà subito.

Un giorno legge per caso il copione de La Gloria del Mattino e, dando prova del suo carattere forte, riesce a ottenere il ruolo da protagonista, che le farà vincerà il suo primo Oscar. Ne vincerà altri tre, oltre a ottenere 12 nomination (record battuto solo da Meryl Streep). Non ha mai partecipato alla cerimonia se non per consegnare un oscar alla carriera, scelta detta dall’egoismo come ha dichiarato lei stessa.

Kate pretende di indossare sempre i pantaloni e quando su un set volevano impedirle di indossare una salopette, lei si spogliò e andò in giro in mutande fino a che la produzione non cedette. In quel periodo rinuncia però al teatro, a cui continuerà poie a dedicarsi, per girare Piccole Donne, in cui interpreta Jo March. 

È il film che in assoluto le ha fatto guadagnare di più ed è stato anche il momento in cui il padre inizia a gestire le sue finanze. Pare che Kate riuscisse a spendere tutto quello che guadagnava. Deve essere una caratteristica comune delle nate il 12 maggio.

Subito dopo torna in teatro, ma in una produzione di scarso successo. Decide di pagare una somma altissima per rescindere il contratto e tornare a Hollywood, dove però inizia una serie inesorabile di flop, che la fa soprannominare “Veleno per il botteghino”. Non solo le sceneggiature sbagliate, ma anche i buoni film non vengono mai apprezzati dal pubblico. Kate dà fastidio. È ricca, colta, irriverente e appare altezzosa. La sua amicizia con Laura Harding, che le è sempre accanto, stimola dicerie sulla sua sessualità e il suo non concedere interviste viene percepito come un atteggiamento snob. E invece lei semplicemente non voleva parlare finché non fosse certa di avere cose utili da dire e quando capiva che erano utili … “non era più necessario che le dicessi”.

Il suo era un carattere molto forte e che lei non aveva nessuna intenzione di “domare”. Molti anni dopo non fu scelta per il ruolo di Rossella O’Hara, che pure avrebbe voluto, perché i produttori erano certi non sarebbe stata credibile nel tira e molla con Rhett.

 Comunque, adesso siamo nel periodo difficile della sua carriera. Sentimentalmente ha una storia piuttosto seria con Leland Howard e decide finalmente di divorziare da Luddy, notizia che però non vuole far trapelare.

Nonostante il divorzio da Luddy, Kate ha capito di non essere portata per il matrimonio, quindi non vuole sposare Leland, che, così, un giorno se ne va e poco dopo le scrive di aver sposato un’altra.
A questo punto, inizia una relazione con il miliardario Howard Hughes (a cui è ispirato il film The Aviator, in cui la Hepburn è interpretata da Cate Blanchett), grande donnaiolo a cui però Katherine ha sempre saputo tener testa. Sul piano lavorativo la sua carriera continua ad andare male e viene costantemente accusata di essere presuntuosa.

La Paramount le offre una cifra minima per un film ma lei, nonostante Hughes la esorti ad accettare, rifiuta sapendo che accettare solo 10.000 dollari per un film avrebbe messo fine alla sua carriera.

In quel periodo un uragano distrugge la sua casa d’infanzia. Hughes le manda un aereo con l’acqua ma non va a trovarla. E lei capisce che la loro storia è finita. Ne è distrutta. È la madre che la esorta a reagire.

A questo punto le arriva il copione di The Philadelphia Story. Accetta subito il ruolo e, su consiglio di Hughes, che comunque continua a sentire tutti i giorni, ne compra anche i diritti cinematografici.
Kate deve scendere dal piedistallo su cui gli Americani la vedono. E lo fa simbolicamente con la prima scena del film, quando Cary Grant la butta a terra sull’uscio della porta.
Il film è un successo.

Nel film successivo, La donna del giorno, Kate, che ha anche collaborato alla sceneggiatura, vuole Spencer Tracy come co protagonista. La prima volta che si vedono, Kate nota che lui non è tanto alto e il produttore le risponde di non preoccuparsi perché lui… la ridurrà alla sua altezza (non fu Tracy a dirlo come narra la leggenda).

I due si innamorano subito. La loro storia durerà 26 anni, ma sarà sempre clandestina perché Spencer Tracy, sebbene fosse stato sempre un gran donnaiolo, era profondamente cattolico e non voleva divorziare dalla moglie. I due girano insieme nove film, ma non alloggiavano mai negli stessi alberghi e spesso Kate per raggiungerlo usava le scale antincendio

Kate continua ad accettare solo ruoli innovativi per l’epoca, si espone pubblicamente anche su questioni politiche, contratta con gli Studios, partecipa alla scrittura delle sceneggiature però, di fronte a Tracy, diventa remissiva e protettiva, mettendo le esigenze di lui davanti alle proprie.
La loro storia non è facile, anzi è molto tormentata.
Tracy è un alcolista, frustrato per il dolore che causa alla sua famiglia e al figlio sordomuto.
Spesso è indispensabile la presenza di Kate sul set per calmarlo, anche se lui spesso la tratta male. Lei, incredibilmente, nonostante il suo carattere ribelle, glielo permette.

Anche lei ha le sue fragilità, che manifesta nei disturbi nervosi che spesso la affliggono, soprattutto quando deve affrontare momenti difficili. Come, ad esempio, la morte della madre. Si racconta che quando recitava in teatro spesso dietro le quinte c’era un secchio perché lei vomitava appena usciva di scena. La sua ansia era quella di dover sempre dimostrare di essere brava, perché era convinta che il pubblico non la “sopportasse”

Quando le condizioni di salute di Spencer Tracy si aggravano, Kate abbandona le scene e i due vanno finalmente a vivere insieme. Lei, per cinque anni, gli sta vicino e lo cura insieme alla sua fidata assistente Phyllis fino a quando una notte, pochi mesi dopo aver girato insieme Indovina chi viene a cena, Tracy muore di infarto.
È Kate a chiamare la moglie, Louise, e, per rispetto, decide di non partecipare al funerale.

Dopo la morte di Spencer Tracy, Kate ricomincia a lavorare. Supporta Anthony Hopkins nel suo primo film e lavora con Jane Fonda ne “Sul lago dorato”, film che le farà ottenere il suo quarto Oscar. Quello di Jane Fonda è un ricordo non tanto lusinghiero sulla Hepburn, che pare non accettasse che lei fosse più giovane e avesse più successo in quel momento. Si comportava, dice la Fonda, come se volesse che si parlasse bene di lei dopo la morte. Ed è quello che poi ha ottenuto. Proprio la Fonda infatti ricorda l’affetto di Kate che, in un suo momento di sconforto, causato dalle continue critiche del padre Henry, la abbracciò e le disse di comprenderla, ma le raccomandò di non farsi mettere mai i piedi in testa da nessuno.

Kate continua a indossare i maglioni di Spencer Tracy per sentirne il profumo, un gesto affettuoso che dimostra ancora di più quanto fosse stata importante la loro storia d’amore. Chiama anche la moglie di Spencer proponendole di diventare amiche, ma la donna la liquida freddamente e riduce la storia tra Kate e Spencer a uno squallido pettegolezzo.

A causa dei tremori di cui inizia a soffrire, smette suo malgrado di lavorare e si ritira a vivere a Old Saybrook con la sua assistente Phyllis. Lì continua a dipingere, a dedicarsi al giardinaggio e a scrivere commedie. La nipote che aveva lavorato con lei in Indovina chi viene a cena, interpretando sua figlia, confessò in tv che non sempre era facile starle accanto.
Katherine Hepburn è morta nel 2003 a 96 anni.

Altra storia d’amore da leggere è quella tra Romy Schneider e Alain Delon