Sono mesi che, tra annunci e anticipazioni, vediamo la testa di questa serie e finalmente ieri è uscito Il Gattopardo, la serie Netflix in sei puntate tratta dal romanzo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa. Non dal film di Visconti.

E’ partita una sorta di gara intellettuale per commentare questa serie tra chi ricorda dettagli del libro che non sono rispettati dalla serie e particolari del film che probabilmente son sfuggiti anche a Visconti.
Beati quelli che riescono a trovare le incongruenze. Io libro e film li ho visti talmente tanti anni fa che ancora mi lavavo la faccia con il Topexan, figuriamoci se posso ricordarmi se la successione degli eventi è rispettata.
Che poi chi se ne importa. E’ una trasposizione televisiva, diamine!
SU NETFLIX E’ USCITO IL GATTOPARDO

Quindi parliamo della serie. Netflix l’ha spacciata come la più grande produzione del secolo. Non so se sia la più grande del secolo, ma sicuramente è una produzione enorme. Sei puntate in cui sono curati tutti i dettagli.
I costumi e la ricostruzione storica sono sicuramente delle grandi occasioni, ma insomma anche la Rai ci ha abituato a delle grandi produzioni, quindi nulla che mi ha fatto restare a bocca aperta. Soprattutto visto che non sono state rilasciate informazioni sul budget. Con tanti soldi, sono bravi tutti!
GLI ATTORI DE IL GATTOPARDO- LA SERIE

Kim Rossi Stuart, nella parte del principe di Salina, e Benedetta Porcaroli, in quella di sua figlia Concetta, nei loro personaggi ci stanno davvero dentro. Tra i due c’è un’alchimia incredibile che si percepisce in ogni scena.

Saul Nanni, che interpreta Tancredi e Deva Cassel che è Angelica sembrano un pò acerbi, nonostante i due si siano innamorati sul set.

Ho letto già commenti estasiati sul magnetismo degli sguardi di Deva Cassel. Potrei pure essere d’accordo. Se si parlasse al singolare. Perché quello di Deva Cassel è uno. Di sguardo. Ne ha uno solo. Ci mancava pure che non riuscisse a farlo magnetico.
Ok, è meglio di quello della madre, Monica Bellucci, ma non basta. Insomma, questa ragazza per far parlare della sua bravura più che della sua bellezza ha ancora molto da lavorare.
In conclusione, che è uscito il Gattopardo lo avrete capito. Guardiamolo rilassati, senza rinchiuderlo subito nelle gabbie. Godiamoci una bella storia che conosciamo già, ma che è raccontata con un occhio nuovo e più moderno. D’altronde da riprodurre era la ricostruzione storica non la testa di Tomasi di Lampedusa, che per quanto fosse “rock” ha vissuto in un altro secolo.
Io sono Valeria, scrivo letters e vendo posh! Questo è Posh and Letters. (Se vi va mi trovate soprattutto su Fb, sono una boomer!)
Per altri consigli su cosa guardare o … non guardare… potete andare su Single D’Ascolto
