Victoria da Dolce & Gabbana è l’esempio di un revenge patriarcato soprattutto se la sua storia la analizziamo insieme a quella di Damiano.
In tutto questo parlare di donne discriminate costrette a vivere e lavorare nel regime del patriarcato, analizziamo la situazione di questi due ragazzi.
Victoria e i Maneskin

Victoria De Angelis e’ la bassista degli ex (o no) Maneskin, una che, senza tante menate, ha sempre suonato mezza nuda usando sessualità e sensualità, restando sempre un po’ nell’ombra di Damiano frontman di quella stessa band che, però si sa, è stata lei a volere e a costruire.
Damiano che comunque era sempre più nudo di lei, “vittima” di un continuo cat calling degno delle migliori gattare.

Victoria si è sempre fatta abbastanza i fatti suoi.
Si è goduta il momento di successo della band e, nel momento di pausa, ha intrapreso la carriera di dj, facendo musica nei posti più cool del mondo. Non ha nemmeno mai avuto ex ingombranti che hanno tentato di prendersi la scena.
Damiano e i Maneskin
Damiano oggi è quello che ancora adesso si fa fatica a non chiamarlo “dei Maneskin” di cognome.

Più che per la bella voce, che indubbiamente ha, il ragazzo viene ricordato per i balli sui tacchi, le esibizioni in perizoma e le performance appeso a un palo, che hanno mandato in delirio donne (e uomini) di generazioni trasversali. Anche oggi che si veste come Charlie Chaplin 2.0.
Damiano in Italia viene criticato perché “fa il divo” e … addirittura… perché parla troppo spesso in inglese.
Damiano divo… lo è o lo fa?
Apro parentesi.
Per la miseria… Monica Bellucci, che non sa recitare manco doppiata e che a un certo punto e’ diventata diva perché ha switchato dal burino al francese, non la contesta nessuno.
Almeno Damiano sa cantare.
Ci sarebbero tutti gli estremi per una crociata maschilista.
Chiudo parentesi.
Victoria e Damiano a Sanremo
La vera differenza tra i due ragazzi l’abbiamo vista però a Sanremo di quest’anno.

La partecipazione di Damiano e’ stata annunciata, con tanto di presenza in conferenza stampa, tipo Giubileo con Carlo Conti che apriva le corde vocali di sto ragazzo per fargli uscire le parole di Felicita’ di Lucio Dalla.
Doveva essere la consacrazione.
E’ finita con Alessandro Borghi che gli ha contestato l’esibizione perché le telecamere avevano l’ansia da inquadratura su Damiano e non su di lui che stava dando un’interpretazione figurata del brano. Quelle tipiche polemiche che … sanno di quel sugo che solo in Italia facciamo così buono. Altro che roba internazionale.
Victoria a Sanremo

Victoria, senza tanti annunci mirabolanti, è arrivata sul palco dell’Ariston come guest star dei Duran Duran. Mica dei Bee Hive (per quanto su noi cinquantenni dal cuore trash l’effetto non sarebbe stato così male). E Simon Le Bon non le ha nemmeno rinfacciato di essere stata applaudita e ripresa dalle telecamere più di lui.
Victoria potrebbe finire sui giornali un giorno si e l’altro pure, ma non ci finisce. Non fa dichiarazioni d’amore pubbliche. Non parla della sua sessualità.
Victoria da Dolce & Gabbana

A Victoria non viene mossa nessuna critica di atteggiarsi a star internazionale o di parlare più o meno inglese.
D’altronde, se, per definirla internazionale, non era sufficiente la presenza accanto ai Duran Duran, ieri ci hanno pensato Dolce & Gabbana a togliere ogni dubbio.

I due stilisti hanno voluto Victoria come protagonista del dj set in viale Piave a Milano.
In pelliccia e vestito in paillettes, Victoria ha suonato (o fatto finta di farlo, chi se ne importa) per le “cool girls” in uno dei momenti più significativi e innovativi di tutta la fashion week.
Sfido chiunque a definirla vittima del patriarcato anche se si parla più di Damiano che di lei.
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