A MAN IN FULL: RIDATE A JEFF DANIELS IL SUO TELEGIORNALE

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A man in full, tratta dall’omonimo romanzo di Tom Wolfe, nella trasposizione televisiva porta la firma di David E. Kelley, già autore di cose tipo Big Little Lies, The Undoing, Big Sky, Anatomia di uno Scandalo. L’attore protagonista è Jeff Daniels, che, chi legge theposhletter lo sa, ha interpretato The Newsroom una delle mie serie preferite in assoluto.
La storia della serie che trovate su Netflix, poi, è quella di un miliardario che rischia la bancarotta e io ho subito sentito il profumo del potere di Succession.
Insomma, la data di uscita del 2 maggio l’avevo segnata sul calendario con il cuoricino.


A questo punto potrei provare a fare con le parole dei… giri immensi che poi ritornano… alla stessa conclusione. Non mi è piaciuta. Mi sono sforzata di trovare un appiglio per salvarla, ma, anche se è vero, mi rendo conto che dire che l’ultimo fotogramma dell’ultima scena è il momento migliore di tutta la serie è un po’ pochino per convincermi che dopotutto la visione non è stata poi tanto male.
Sono rimasta così delusa che, giuro, l’ho riaperta per assicurarmi che avessi visto davvero tutte e sei le puntate, perché ho proprio avvertito la sensazione che mancasse un pezzo. Che in sei puntate era successo quello che poteva tranquillamente accadere in una sola.

Certo, l’interpretazione di Jeff Daniels è meravigliosa, ma non bastano né lui né Diana Lane, pure lei bravissima nel ruolo della prima moglie, a salvare un andamento che non so nemmeno io come definire e probabilmente non lo so perché non è un andamento. La serie è ferma. Ma anche inconsistente, perché pensare che un procedimento di rientro del credito ai danni di uno degli uomini più ricchi d’America possa essere affidato a due funzionari improbabili uno che sembra uscito per sbaglio da I Soprano e l’altro da un istituto psichiatrico a un certo punto fa pensare davvero al fantasy o quantomeno a un no sense degno di The Big Bang Theory.

Aspetto qualcuno che mi contraddica con qualche motivazione convincente. Io penso che per riprendermi dal trauma guarderò di nuovo The Newsroom su Now.