Carlo Conti nella serata finale di Sanremo 2025 avrebbe dovuto dire un grande grazie ad Amadeus, quello che adesso viene subdolamente ritenuto l’artefice del “baraccone”, che Conti ha “restaurato”.
Conti lo ha fatto talmente tanto che adesso lo chiamiamo festival con l’accento sulla a.
(In conferenza stampa, e’ stato ringraziato Fiorello per il supporto in questo festival. Conti, senza sperticarsi troppo, ha nominato Amadeus e Baglioni)
Senza l’appeal che Amadeus ha creato intorno al Festival, gli ascolti da capogiro, Conti se li sognava visto che ha messo su uno dei Sanremo più noiosi di sempre. Ragazzi, ieri c’era Antonello Venditti che, con un medley, poteva far venire giu’ l’Ariston. Ma, no, non sia mai facevamo la baldoria.

Carlo Conti nella serata finale di Sanremo 2025 è stato più pesante della versione de La Cura di Cristicchi con l’apertura in aramaico. La sensazione che considerasse la Marcuzzi fastidiosa come la sabbia nelle mutande e’ stata piuttosto evidente. Ora, non che gli si possa dare torto visto che pure io avevo la sensazione di essere stata in spiaggia, ma lui, diamine, era il conduttore che l’ha scelta. Puoi stare a sgridarla piccato perché inspiegabilmente ha deciso di interpretare la scema dell’Ariston?
Alessandro Cattelan si è messo invece in modalità … ditemi tutti che sarei un ottimo conduttore. Gli piace vincere facile.

Per il resto c’è poco da dire visto che l’unica emozione ce l’hanno regalata le lacrime di Giorgia commossa dall’affetto del pubblico e il FairPlay tra Lucio Corsi e Olly che incredulo ha abbracciato l’avversario e in stile incontro di tennis gli ha fatto i complimenti.
Soprassiedo sia sul passaggio di Brenda Lodigiani in modalità Brunetta dei Ricchi e Poveri ennesima conferma dell’assenza totale di lavoro autoriale in questo festival sia sull’aver richiamato Bianca Balti per consegnare i premi speciali e per “vederla di nuovo scendere le scale con la sua eleganza”. Meno male che non ha detto con la forza della guerriera.
Io però son maligna e sottolineo una cosa… la sviolinata a Carlo Conti di Ema Stockolma la metto tra le cose peggiori a cui ho assistito ieri.
Soffermarsi così tanto sulle qualità di Conti con cui si lavora troppo bene e’ sembrato un atto di piaggeria davvero poco professionale. L’anno prossimo la ritroveremo sul palco principale. Non che non lo meriti, ma anche meno.
In realtà devo aggiungere anche il momento in cui Carlo Conti ha ricordato a Maria Sole Pollio, salita sul palco con gli altri conduttori del Prima Festival, che sua nonna era morta. L’ha fatta commuovere ma poi è andato avanti veloce e non c’è stato tempo per un momento di empatia.
Voto posh di Sanremo: 7 –
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