Scrivo in pace. Lo anticipo perché so che potrei ritrovarmi con qualche ormone materno impazzito che mi prende a pugni e, visto che ci sono, anticipo anche che non ho mai vissuto quell’esperienza, per sentito dire meravigliosa, di avvertire la crescita di una nuova vita all’interno della pancia, quindi la considerazione che sto per fare prendetela come quella di una cinica che vive bene anche se non si è riprodotta, sebbene consapevole che un’altra Valeria sarebbe stata una piccola gravidanza per me ma un grande parto per l’umanità.
Ma sto divagando. E, anche se ho paura, devo arrivare al punto.
Dunque, io non mi spiego perché le madri sentano la spasmodica necessità di mostrare il momento dell’allattamento e lo ritengano un diritto conquistato da mostrare al mondo ogni tre ore per i primi mesi. Cioè non ci sono state battaglie sociali, scioperi o referendum affinché le donne ottenessero il diritto all’allattamento. E invece una madre, ovunque si trovi, scopre una tetta e mostra una creatura attaccata al capezzolo come se fosse la scheda elettorale che le ha dato il diritto al voto per la prima volta.

Mi spiego meglio, perché voglio che sia chiaro: non penso assolutamente che chi allatta si debba nascondere, né tantomeno mi sento offesa o ferita nella sensibilità se vedo una donna allattare.
Quello che proprio non capisco è la voglia ossessiva di mostrare a tutti, estranei compresi, un momento così intimo, rinunciando totalmente alla propria privacy.
Io, pur avendo un senso del pudore per il mio corpo più basso di quello che i politici italiani hanno per il vitalizio, non so se vorrei sbandierare un momento così privato. Insomma, non so se mi piacerebbe condividerlo con i miei vicini di tavolo al ristorante, tanto per fare un esempio. Nel senso che, se fossi al ristorante, cercherei un angolo più riservato non solo per le mie tette, ma anche per la creatura che non capisco perché dovrei costringere a mangiare mentre la gente parla, urla e poi magari passa pure il cameriere che urta il tavolo. Anche perché se mi dessero una botta mentre ho qualcuno attaccato al capezzolo e quel qualcuno per reazione me lo stritolasse potrei lanciare un urlo da film horror. E poi altro che spirito materno.
Ci sono tante cose che, sebbene naturali, si fanno in privato, non capisco perché l’allattamento scateni tutto questo fervore femminista nella certezza che nell’ipotetico caso in cui fossero gli uomini a essere produttori di latte nessuno si lamenterebbe se allattassero in pubblico.
Mi è capitato di vedere foto bellissime di donne che allattano, foto che immortalano un momento di estrema dolcezza, ma che devono la loro bellezza al fatto di essere momenti intimi rubati e non esibiti come un trionfo delle quote rosa.
Ecco l’ho detto. E adesso son curiosa di sapere cosa ne pensate voi.
Al Caffè Mariuccia, però, si parla anche dei prossimi conduttori di Sanremo
