Il caso social di Luca Bizzarri a teatro è esemplificativo della distopia che stiamo vivendo in questo momento storico.
No, macchè distopia che già presuppone un livello un po’ più alto.
Qua c’è proprio un disagio collettivo. Su X la situazione “discussione” è completamente fuori controllo. Non che sugli altri social sia meglio, eh, ma su X c’è l’aggravante che quelli che scrivono sono convinti di essere dei grandi pensatori.
LUCA BIZZARRI A TEATRO: IL CASO

E’ successo che Luca Bizzarri ha messo in vendita i biglietti per il suo nuovo spettacolo, Non hanno un amico 2, che avrebbe dovuto debuttare a Genova l’8 marzo. Due giorni fa l’attore ha annunciato di aver mandato una mail a tutti gli acquirenti comunicando di aver posticipato lo spettacolo a ottobre perché… non è riuscito a scriverlo.
Niente scuse. Ha scelto la sincerità, ammettendo che, tra i tanti impegni, non è riuscito a mettere su lo spettacolo che avrebbe voluto e quindi ha preferito rimandarlo a ottobre.
Non hanno un amico. E nemmeno una sorella.

Ha sbagliato. Insomma, non si mettono in vendita i biglietti di uno spettacolo che non esiste. Se io fossi stata una sua amica gli avrei detto di dire che avendo già una tournè in corso preferiva non accavallare i due spettacoli. D’altronde non si è mai visto che esce il 2 quando l’1 è ancora in programmazione.
Infatti, lo spettacolo attualmente nei teatri si chiama Non hanno un amico, circostanza che ha oltretutto creato anche il misunderstanding su quale spettacolo fosse stato annullato. C’è ovviamente chi ha pensato fosse stato annullato tutto. E invece è stato annullato solo il debutto di Non hanno un amico 2 (sempre se fossi stata una sua amica gli avrei pure consigliato di trovare un altro nome tipo … non hanno un’amica!
Le critiche social a Luca Bizzarri
L’esagerazione che si è creata intorno a questo errore è però una cosa assurda. Ci sono mancate solo l’interrogazione parlamentare di Gasparri per uso improprio della prenotazione dei teatri e la denuncia del Codacons in difesa delle donne che per l’8 marzo adesso dovranno trovare altro da fare!

Si sono scatenati insulti, critiche e accuse completamente fuori luogo visto che comunque si trattava di un debutto e di una data unica. Non è che Bizzarri ha prenotato teatri in tutta Italia e poi disdetto tutto perché non ha avuto tempo di dedicarsi alla scrittura. Non escludo la presunzione, ma di certo non c’è il dolo.
Meglio a teatro che sui social

Questa circostanza mi spinge però a fare una considerazione ulteriore. L’indulgenza non è concessa a tutti. Generalmente a nessuno, in realtà. Ci sono però personaggi che più di altri vengono attesi con le tastiere spianate.
Luca Bizzarri rientra in questa categoria. Da un po’ di tempo, sebbene a un livello più alto, ha deciso di esporsi sui social in modalità Selvaggia Lucarelli. Entra a gamba tesa su vari argomenti, di politica soprattutto, pronto a perculare chiunque gli risponda. E con questa modalità è diventato un po’ il “reginetto” di X .
Chiunque ha un po’ di dimestichezza con i social sa che esistono due modi diversi di porsi per dire la stessa cosa. Quello che ti fa acquistare autorevolezza ma meno visibilità immediata scegliendo accuratamente le questioni critiche su cui intervenire e le parole con cui commentarle e quello che ti fa stare sempre al centro della polemica grazie però al supporto degli haters.
Le cose scomode, soprattutto dai professionisti, possono essere scritte anche senza scatenare le frustrazioni represse di quelli che pensano che offendere un personaggio famoso sia esaltante. Avere attestazioni di stima sembra quasi una cosa da sfigati.
Meglio non avere un amico che non avere un hater.
La verità è che scrivere per ricevere consenso è meno produttivo di scrivere per ricevere odio. È per questo che in nessuna bacheca affollata esistono dei moderatori che invitano a rispettare le regole di educazione e civiltà.
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