Non seguo più Selvaggia Lucarelli su Instagram da un po’ e devo dire che non ne sento la mancanza. Aveva iniziato a infastidirmi ogni cosa che scriveva, anzi nemmeno tanto il cosa, visto che su alcuni argomenti ero d’accordo con lei, ma piuttosto il come. Praticamente a un certo punto ho smesso di tollerare il suo schema, guidato dalla frustrazione di non ottenere l’autorità che lei crede di meritare e che la porta alla denigrazione di chiunque non la condivida e non la esalti totalmente.

Poi stamattina ho aperto X e ho trovato questo post. Selvaggia Lucarelli, quella che si batte contro il bodyshaming, contro il linguaggio offensivo, quella che predica il rispetto ma poi razzola l’odio ha scritto questo post per prendere per il culo una candidata della Lega sul suo aspetto fisico.
E allora ho approfondito.
Il prequel sono i post in cui la leghista metteva a confronto le foto di sé stessa ben acchittata con quelle di altre candidate palesemente mortificate chiedendo di scegliere tra lei e le altre, nel goffo tentativo di buttarla in caciara confondendo aspetto fisico e idee politiche. Ovviamente, e aggiungerei anche giustamente, la Lucarelli ha sottolineato quanto fosse becero questo modo di fare campagna elettorale. E lo è. Senza alcun dubbio. Lo è nello stesso modo in cui è becero il modo di Selvaggia Lucarelli di fare comunicazione.
Il post denigratorio sulla candidata leghista ha scatenato una serie di commenti degni di Sesso Droga e Pastorizia. Insomma, con la stessa dignità di cui, secondo la giornalista (e anche secondo me), è fatta la campagna elettorale della Lega. Per dimostrare questa dignità però sarebbe stata sufficiente un’analisi di buonsenso, senza nemmeno la necessità di addentrarsi in considerazioni politiche. Ma il buonsenso non scatena le masse e quindi la Lucarelli ha sentito il bisogno di fare di più per rafforzare la propria posizione, che di principio è giustissima. Ha pubblicato sto post in cui fa ironia offensiva e poi ha pensato bene di non moderare i commenti e lasciare gli animali liberi di muoversi nella giungla del suo articolo, nella insana presunzione che siano sostenibili perchè indirizzati contro la sua vittima.
Solo quelli che offendono la Lucarelli meritano la gogna mediatica. Non mi stupirei se nella marea di offese gravi scritte contro Susanna Ceccardi ci fosse il cretino di turno che dà della T alla Lucarelli martire denigrata dagli haters.
Qui non contano le idee politiche, perché le regole di educazione e di rispetto non sono soggettive. Vanno usate con tutti allo stesso modo, anche con quelli che la pensano in maniera diametralmente opposta alla nostra.
Quando Selvaggia Lucarelli frigna dovrebbe rileggere i suoi post e darsi delle risposte sui motivi per cui non viene considerata una professionista da giornali e colleghi, che poi oltretutto non sono nemmeno più colleghi perché lei giornalista non lo è più.
Io, dal canto mio, smetterò di seguirla anche su X.
