THE RESIDENCE: SHONDA RHYMES PUNTA DI NUOVO SULLA CASA BIANCA

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E’ arrivata una nuova serie su Netflix prodotta da Shonda Rhymes. Si chiama The Residence e ci riporta di nuovo alla Casa Bianca dopo gli intrighi di Scandal.
In questo caso, in realtà, Shonda Rhymes è in veste di produttrice perché la serie è stata creata da Paul Williams Davies ed è ispirata al romanzo The Residence: Inside The Private World of the White House di Kate Andersen Brower, ex corrispondente della Casa Bianca.

LA TRAMA DELLA NUOVA SERIE SU NETFLIX

Primo piano di Cordelia Cupp nella nuova serie su Netflix, The Residence

C’è un morto alla Casa Bianca. Il cadavere viene ritrovato nell’ala residenziale durante una cena di Stato, in cui ci sono Kylie Minogue e Hugh Jackman tra gli invitati. I protagonisti sono i dipendenti della Casa Bianca.
Il caso viene ricostruito attraverso le loro testimonianze su quello che è successo la sera del delitto.

A dirigere le indagini c’è Cordelia Cupp, insolita, misteriosa e talentuosa detective dai modi non convenzionali, affiancata dal più ortodosso Agente Parks dell’FBI.

L’alto profilo di The Residence

Sono tanti i dettagli che rendono The Residence una serie di qualità. A cominciare dalla siglia fumettata. Poi c’è una regia che rende immediatamente l’idea di quello che stiamo guardando e che vi dirò con un giro di parole: una serie seria da non prendere sul serio.

Siamo nel campo del paradossale in cui centrali sono i dialoghi serrati e ironici attraverso cui si delineano personaggi le cui caratteristiche vengono estremizzate. Una sceneggiatura difficile in cui al mistero dell’omicidio si aggiunge quello sulla detective (capirete!) E’ una di quelle serie in cui se non si dosano bene gli equilibri è facile cadere nel ridicolo o nel demenziale. La nuova serie su Netflix invece si posiziona sul brillante per tutte le puntate. Anche con spunti di satira politica e gastronomica. E la quota LGBTQ+.

Altra difficoltà sono i piani temporali attraverso cui viene raccontata la storia. Il presente con le testimonianze di chi c’era, il passato con la ricostruzione di cosa è successo la sera delle indagini, “il trapassato” con brevi passaggi su quello che è accaduto prima della morte e il “passato contestuale” attraverso cui guardiamo nella testa della detective che ricorda dettagli utili all’indagine. Niente di metafisico, eh. Semplicemente un montaggio perfetto, in cui non si crea mai confusione.

Se avete visto i film di Knives Out con Benoit Blanc (interpretato da Daniel Craig) non potrete fare a meno di notare delle somiglianze. E, visto che il terzo episodio si chiama proprio Knives Out, io ci ho trovato anche una fortunata ispirazione.

un'immagina du The Residence, la nuova serie su Netflix

Cordelia Cupp è interpretata da Uzo Aduba, la Suzanne di Orange is the New Black. Il “morto” è interpretato da Giancarlo Esposito (Breaking Bad). L’agente speciale Park è interpretato da Randall Park.

Direttamente da This is us arriva invece Beth Pearson. Infatti è Susan Keleki Watson a interpretare Jasmine Haney, l’assistente Usher della Casa Bianca.

Eh si. Il Ministro degli Esteri australiano è interpretato Brett Tucker. L’ho dovuto googlare e poi ho capito che è stato Dave ne Le sorelle McLeod e Chief Ripley in Station 19 (spin off di Grey’s Anatomy).

primo piano di Brett Tucker uno degli interpreti minori di The residence

Se non sapete cosa significa essere Usher alla Casa Bianca, avete un altro motivo per guardare questa serie, che, ve lo dico, vi farà fare la maratona del week end! Io sento già profumo di seconda stagione.
Chi mi conosce sa che sono una fan della lingua originale. Beh, questa serie senza sottotitoli è davvero difficile da seguire. Parlano tutti con accenti diversi e più veloci di Carlo Conti durante Sanremo.

Io sono Valeria, vendo posh e scrivo letters.
Questo è Posh and Letters.
(Se vi va mi trovate soprattutto su Fb, sono una boomer!)