SCOOP: LA DISASTROSA INTERVISTA DEL PRINCIPE ANDREA DIVENTA UN FILM

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Il 5 aprile è arrivato su Netflix Scoop, che non è il film di Woody Allen del 2006, ma una produzione inglese che documenta come il programma Newsnight della BBC abbia ottenuto la rovinosa intervista in seguito alla quale il principe Andrea è stato privato dei titoli reali.

Ho usato il verbo “documentare” perchè più che un film a me è sembrato un documentario. Nella trama ci sono zero racconto e zero empatia. Ok, che il troppo romanzato infastidisce, però pure lo sviluppo sterile e freddo della trama coinvolge poco anche perchè la conclusione la conosciamo già tutti.

L’obiettivo sembra essere stato solo quello di dare il colpo di grazia al principe Andrea di cui non solo vengono ribadite le condotte infamanti che già di per sè sono sufficienti a non fargli avere possibilità di redenzione, ma viene messo a nudo anche il suo carattere che è quello di un sessantenne bambinone viziato e anche abbastanza idiota. Io a un certo punto mi sono chiesta perchè la casa reale non abbia detto che era incapace di intendere e di volere, perchè, guardando il film, sono sicura che la difesa avrebbe retto in tribunale.

Il film si basa sul libro scritto da Sam Mc Alister, la produttrice della BBC che convinse la segretaria del principe Andrea a farlo intervistare da Emily Maitlis. La prima è interpretata da Billy Piper, che per tutto il tempo ho pensato fosse Shakira, la seconda da Gillian Anderson, perfetta nel ruolo della giornalista che con sobrietà ed educazione ha portato alla luce uno degli scandali più gravi che ha coinvolto la Corona britannica.

Io ovviamente ricordavo che il principe Andrea fosse stato coinvolto nello scandalo Epstein, l’imprenditore morto suicida dopo essere stato arrestato per la seconda volta con l’accusa di traffico sessuale, ma l’intervista così come l’ho vista l’avevo rimossa. E devo dire che lascia abbastanza senza parole.

Quindi, guardatelo se volete rinfrescarvi la memoria ma non vi approcciate pensando di guardare un film d’inchiesta perchè non lo è. E’ un documentario. L’inchiesta su Epstein e sulle persone coinvolte nei suoi traffici è un’altra cosa. Qui viene solo raccontato come una brava produttrice abbia convinto un ingenuo entourage del principe a farlo suicidare mediaticamente. Non riesco a capire perchè si intitoli “scoop”.

Su Netflix è anche uscita la serie Ripley, che ho commentato qui.