
Se continuiamo così, a breve, a Trevignano toglieranno la statua della Madonna e metteranno quella di Sinner, aspettando la sudorazione, anche perché gli snob appassionati di tennis non tollerano che questo sport sia diventato mainstream all’improvviso e che quindi anche i suoi protagonisti siano diventati oggetto di curiosità nazional popolare. Non lo accettano che tutti parlino di Sinner. E questo lo avevamo già capito con il Sanremo gate.
La settimana scorsa, un inviato de Le Iene lo ha intercettato a fine allenamento e gli ha proposto una partita di ping pong. Ci è mancato poco che i tifosi della prima ora chiamassero i servizi sociali per tutelare Jannik.
“Lasciatelo in pace” è stato il commento più gettonato, come se davvero sto ragazzo dovesse essere rinchiuso in una teca per essere solo guardato. E venerato.
Partendo dal presupposto che per me Le Iene dovrebbero lasciare in pace tutti e non solo Sinner, l’incursione a fine allenamento non mi è sembrata una violenza. Ci sta. Quando diventi un idolo per migliaia di persone, l’attenzione mediatica la attiri. Soprattutto quando si ha davanti un ragazzo schivo, riservato, umile e rigoroso: il figlio che tutte le mamme vorrebbero avere.

Sinner è un esempio positivo che i ragazzini vogliono seguire e che sta procurando più di qualche rosicamento agli imprenditori che hanno frettolosamente convertito i campi da tennis in campi da padel. Poi certo noi italiani siamo abituati così tanto al peggio che quando vediamo un atleta educato, focalizzato sul suo lavoro, senza grilli per la testa ci esaltiamo e gridiamo alla vita su Marte perché uno così solo da lì può arrivare.
Vi rivelo una cosa. Sinner è umano. Semplicemente, diciamolo, non è un calciatore, che è l’esempio di sportivo su cui per tanti anni ci siamo fossilizzati. Sfido qualsiasi madre a dire al figlio che vorrebbe diventasse Maradona invece di Sinner. O di Gianmarco Tamberi. O di Valentino Rossi. O di Federica Pellegrini.
O, in generale, di qualsiasi altro tennista italiano, perché, se adesso state seguendo questo sport, vi sarete resi conto di quanto tutti questi ragazzi, allenati fin da bambini al fair play e al rispetto, siano… bravi ragazzi.
Il nostro Jannik Sinner “rischia” di diventare il numero uno del tennis al mondo, è assurdo pensare che possa essere lasciato stare. Quindi, arrendetevi, l’attenzione nazionale e internazionale su Sinner sarà sempre più alta e lui saprà gestirla, tra giornali che vogliono intervistarlo e aziende che gli chiedono di fare da testimonial.
La stampa italiana ha gravi pecche, ma criticarla più perché insegue Sinner che il padre di una figlia appena uccisa per chiedergli “come sta vivendo questo momento” io lo trovo assurdo. Siamo sempre i soliti miopi.
Ps. Alla fine Sinner, la partita di ping pong con l’inviato de Le Iene l’ha fatta, perché lui lo ha capito che non avrebbe perso la concentrazione a farla. Lui.

