E’ uscito su Netflix il biopic su Gianna Nannini tratto dalla sua autobiografia “Cazzi miei”, titolo un po’ strambo da dare a un libro in cui la cantante racconta … proprio quelli. I cavoli suoi, che, dopo aver visto il film, scoprirete anche essere abbastanza intimi e impegnativi.
La storia parte dall’infanzia della cantante italiana più rock di sempre e arriva, attraverso vari flashback, al momento della sua consacrazione artistica ed è incentrata su un momento molto delicato attraversato dalla Nannini agli inizi della sua carriera. Non vi dico di cosa si tratta perché, se non lo sapete, trovo controproducente che io vi racconti cosa succede a metà del film, visto che oltretutto ne costituisce il fulcro. Proporzionalmente, questo passaggio occupa gran parte del racconto e capiamo quindi quanto sia stato determinante nel percorso artistico della cantante, che non si vergogna di mostrare le sue debolezze. Da oggi, per me, Gianna Nannini è il triplo più rock di quanto pensavo fosse.
Ascoltare Fotoromanza dopo aver visto il film vi farà un effetto completamente diverso. Su “Sei nell’anima” poi farete fatica a trattenere le lacrime.
Ma parliamo di Letizia Toni, l’attrice scelta per interpretare Gianna Nannini e che è stata bravissima a recepirne le movenze e le caratteristiche espressive. Inoltre, è proprio lei a cantare anche alcuni dei brani che sentiamo durante il film. Lo hanno riportato tutti i giornali quindi ve lo dico anche io, ma, durante il primo provino, quando le hanno chiesto di cantare un brano lei ha scelto La Differenza di Gianna Nannini. E grazie ar…. direte voi. E no, perché la cosa bizzarra è che lei non sapeva che il provino fosse proprio per il biopic sulla Nannini.
Insomma, era destino. E in questo caso il destino ci ha visto lungo, perchè nel guardare Letizia sembra a volte proprio di vedere Gianna… anche se, nell’ultima scena ho pensato che, cambiando accento, la Toni potrebbe fare tranquillamente anche la controfigura di Emma Marrone!
Il 2 maggio su Netflix è uscito anche A Man in full con Jeff Bridges… a voi la recensione!
