HO VISTO BARBIE CON MIO NIPOTE DI 10 ANNI

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Un paio di settimane fa mio nipote era malato, non c’erano tornei di tennis da guardare e allora ne ho approfittato per proporgli un esperimento “sociale”: guardare insieme il film di Barbie (lo trovate su Now). E’ da quando l’ho visto io che sono curiosa di scoprire la sua reazione nel guardarlo.

La prima conclusione, abbastanza scontata, è che un bambino di 10 anni è troppo piccolo per capire l’eccesso, si ho detto eccesso, femminista di cui il film vuole farsi portatore. Poi mio nipote ha l’aggravante di essere maschio e quindi di essere molto meno sgamato delle sue coetanee femmine, anche se nel suo curriculum televisivo vanta la visione di parecchie puntate del cartone animato di Barbie.

La sua preoccupazione era infatti quella di non voler vedere il film con Barbie che è brava solo lei, sa fare tutto lei e capisce solo lei, che in effetti la Barbie del cartone dopo tre minuti ti andrebbe di riempirle i capelli di doppie punte. “E ti pareva che non faceva pure l’astronauta”, è stato il primo commento quando Barbie ha iniziato a salutare le sue colleghe.

Comunque incredibilmente è rimasto fermo sul divano a guardare il film senza alzarsi e iniziare a provare i colpi del tennis senza racchetta, quindi significa che qualcosa ha attratto la sua attenzione. Sicuramente non Margot Robbie che, dopo avermi chiesto cosa è uno stereotipo, ha detto “ma lei non è proprio così bella”. Era decisamente più attratto da Barbie Stramba. Che forse non è poi così male, visto che poi ha aggiunto che Barbie Stramba potrei essere io.
Dopo che lui ha consigliato a Barbie preoccupata per la cellulite di usare la crema che non si assorbe mai e io ho avuto la conferma che sto ragazzino ha le orecchie bioniche, siamo arrivati alla domanda fatidica… che cos’è il patriarcato?

E’ quando un uomo vuole prevaricare una donna. Ed è una cosa brutta.
Come quando io ti prevarico per giocare a ping pong?
Qui sarei stata propensa a dirgli di si, nella speranza di essere lasciata in pace, ma sono stata matura e gli ho spiegato che è qualcosa di più serio.
Zia, noi possiamo stare tranquilli, tanto a casa nostra comanda tutto mamma.
Questa è stata la conclusione e quindi credo che a modo suo abbia capito il concetto.
Andiamo avanti nella visione.
“Zia, io voglio essere Allan”

E io lì avrei voluto dirgli che Allan è un po’ sfigato, ma mi sono fermata giusto in tempo prima di esclamare “ma no, tu devi essere Ken”. Cioè, io stavo per dire a mio nipote di essere come un uomo palesemente cretino, che va in giro con una pelliccia tipo uomo di Neanderthal e che tratta male Barbie e le sue amiche, invece di dirgli che era bravo a voler essere come Allan, che è onesto e non ha paura di esprimere la sua opinione anche se non è la stessa degli altri maschi.
Meno male che almeno uno dei due è un minimo maturo.

Sul discorso femminista è rimasto piuttosto indifferente, ma è nella parte successiva che in maniera innocente mi ha fatto una domanda… “zia ma perché non votano per essere uguali?

Ecco, perché? Voi sapete rispondere?