CONSIGLI PRATICI PER CHI VIAGGIA DA SOLA NEGLI STATES

Tu, condividimi!
io sulla willis tower a Chicago al tramonto sul pavimento trasparente

Care amanti dei viaggi,
dopo qualche anno, posso dire di avere una certa travel experience in solitaria e voglio condividerla soprattutto per smontare la convinzione di molti che io sia coraggiosa perché …viaggio da sola!

Sono parecchio fifona su un mucchio di cose, ma per fortuna non ho paura di essere sola… anche perché effettivamente lo sono. Il problema sarebbe piuttosto di non riuscire ad accettarlo!

Il piacere della travel experience solitaria l’ho scoperto per caso. Mi è capitato di doverlo fare per lavoro e così a queste trasferte ho iniziato ad attaccare dei giorni per gironzolare. E mi è piaciuto.

Ai tempi ero giovane e per fortuna ho subito superato quello che poteva sembrare lo scoglio più grande. Il sentirsi sfigata. Io quando viaggio da sola mi sento molto libera. E pure molto figa.

Perché viaggio da sola

in viaggio da sola a New York mentre bevo un bloody mary

La mia riflessione è stata semplice. Io non mi lamento mai. Non soffro il caldo, soffro il freddo ma mi copro e lo affronto, non devo mangiare per forza negli orari canonici, cammino per centinaia di chilometri, non mi piace programmare, non devo mettere le spunte sulle “dieci cose da vedere assolutamente”, dormo in qualsiasi condizione, se mi va bevo un margarita anche alle 11 del mattino, sono fondamentalmente sempre presa bene perché, nonostante tutte le sfighe che possono succedere, una vacanza è comunque sempre meglio di stare a casa a lavorare.

Essendo fatta così, in un viaggio di gruppo, sarei inevitabilmente quella che soccombe alle esigenze degli altri. Di quelli che alle 13 hanno il calo glicemico, che con il mal di piedi non camminano, che si lamentano per ore del cuscino scomodo, che vogliono mangiare verdure, fare il riposino dopo pranzo, ecc. Puoi dire a uno che viaggia con te…non mi frega se svieni perché stai morendo di fame? No. Ti siedi a mangiare pure te, anche se non ti andrebbe.

Mi sembra superfluo parlare del motivo per cui solo l’idea di un viaggio tipo “Avventure nel Mondo” mi fa venir voglia di andare a chiudermi a doppia mandata in un eremo su una montagna da cui non arriva nemmeno il mazzolin di fiori.

Travel experience: consigli pratici

io che bevo un caffè con il cappello da cowboy in texas

La mia travel experience extra continentale riguarda gli Stati Uniti, un Paese che conosco abbastanza e in cui mi sento molto sicura. Quindi questi consigli, a parte quelli più generali, riguardano questo Paese. Siete pronte? Partiamo. Mi rivolgo soprattutto alle donne, visto che è quello che sono io. E ci tengo a sottolineare la differenza di genere.

1. Noleggio l’auto il meno possibile e nei miei viaggi on the road uso il mitico Greyhound. Compro i biglietti on line e, per ottimizzare i tempi, viaggio in notturna. Le stazioni all’interno sono sempre sorvegliate e non ho mai avuto problemi se non ad Austin, dove la sala d’aspetto era chiusa e l’autobus si doveva aspettare fuori.

Quindi vi consiglio sempre di controllare l’orario di apertura delle stazioni perché stare fuori a una stazione di notte non è una bella esperienza in nessuna città.

2. Non faccio mai una grande programmazione e decido il percorso giorno per giorno. Mi armo di una buona dose di flessibilità e cambio programma in base a quello che mi conviene di più. Per esempio, quest’anno a Nashville sarei dovuta andare nel week end, ma i prezzi degli alberghi erano folli, così, dopo un po’ di simulazioni, ho deciso di arrivare la domenica e non il venerdi. Lo stesso albergo che avevo adocchiato l’ho pagato la metà.

3. Gli alberghi li prendo sempre nella zona più centrale della città in cui sono. Essendo da sola, preferisco non essere legata alla necessità di prendere un Uber per tornare. Non mi importa se siano più o meno di lusso, ma il last minute riserva sempre delle belle sorprese. Tre notti a Chicago in un quattro stelle nella parte centrale della Magnificent Mile le ho pagate 195 dollari.

4. Viaggio con due carte di credito, di cui una American Express Platino (in un altro momento vi racconterò come faccio a permettermela!!). Ho tutte le spese assicurative coperte e un servizio clienti che gestisce qualsiasi emergenza. Non prelevo mai contanti.

5. Non uso guide. Leggo la pagina fb Malati d’America, sia i post sia i commenti e qualche altro blog. Di solito trascuro i social perché ci sono troppo marchettari che troppo spesso danno consigli fuffa. Do sempre un occhio anche a Get Your Guide. Essendo parecchio scarsa in geografia, magari scopro di essere vicina a qualche posto in cui vale la pena fare un’escursione.

6. Non programmo nulla, ma in base alla zona in cui sono diretta, faccio una lista delle cose che voglio assolutamente vedere e di quelle che voglio assolutamente mangiare. Un tempo ce ne era anche una delle cose da comprare ma adesso non posso più permettermelo!!

7. Per quanto riguarda il telefono, io ho Wind e faccio il pass Usa settimanale o mensile dall’Italia. Ricordatevi che oltre il costo del pass c’è anche l’attivazione di 1,99. Soldi che dovete avere nel vostro credito nel momento in cui accendete il telefono negli States. Non ho mai avuto problemi.

8. Nei locali mi siedo sempre al bancone dove scrivo il mio diario di viaggio, leggo il kindle (se avete un modello vecchio i libri comprateli in Italia, perché negli States non funziona più) oppure chiacchiero con chi mi ritrovo accanto.

9. Mi muovo a piedi usando Google Maps e vi dico una cosa a cui da buona bionda sono arrivata solo recentemente. Il percorso che vi fa fare Google è il più comodo, ma spesso anche quello più isolato, quindi voi allargate la cartina e cercate di arrivare dove dovete passando per le strade più centrali.

10. Ovviamente tra le cose pratiche e burocratiche ci sono Esta, assicurazione, adattatori per il telefono e un power bank, perché se siete da sole meglio non rischiare mai di restare con il telefono scarico.

11. Essendo una addicted delle serie crime per precauzione evito di dire a chiunque che sono in viaggio da sola. Un serial killer può essere ovunque. Anche sui social evito di dire il nome dell’albergo dove sto dormendo o del ristorante dove sto mangiando! Sono un po’ paranoica, ma bisogna essere prudenti.

12. Individuo una persona in Italia, a cui scrivere la sera quando rientro in albergo… una persona che se mi succedesse qualcosa potrebbe dare subito l’allarme. I minuti sono importanti. In nessun film la vittima potenziale viene salvata con largo anticipo, ma sempre all’ultimo secondo, quindi non bisogna perdere tempo.

Dunque… come potete capire, nessuna impresa eroica, solo la capacità di divertirmi un casino con me stessa!

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