TENNIS MANIA: MA COME SI VESTONO I TENNISTI?

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(rubrica in aggiornamento)

Ormai quando inizio a guardare una partita di tennis con mio nipote la prima cosa che lui mi dice è “vediamo se hanno una zia”, perché quando i tennisti sono davvero vestiti male io dico che se lui diventasse un tennista io non lo farei mai vestire così!!!
D’altronde Il dritto e il rovescio non nascono come tiri di tennis.
Se forzi una maglia e la metti al rovescio, il risultato può spaccare. Oppure no.
Se invece vai con il dritto, lasci andare il braccio nella manica e rispetti il lungolinea della cucitura non puoi sbagliare. O non potresti, perchè, tra abbinamenti di colori e fantasie, nel tennis nulla è scontato.
Per darvi un’idea della mia età, l’abbigliamento da tennis per me era rappresentato dalla T di Sergio Tacchini che per un periodo ha vestito anche Djokovich e che oggi non si vede più tanto in giro (quest’anno sponsorizza i raccattapalle del torneo di Montecarlo).

Panatta però vestiva sempre Fila, che pare gli offrisse più soldi di Tacchini e con cui comunque non si erano molto simpatici. Sono partita da lui, perchè anche nel tennis l’abbigliamento ha subito un’evoluzione non indifferente, che per fortuna ha portato con sè l’allungamento dei pantaloncini. Anche perchè se si accorciavano un altro pò oggi i tennisti avrebbero giocato in mutande.


Non posso però arrivare ai giorni nostri senza parlare di Andrè Agassi, l’uomo che prima di Berrettini mi ha fatto innamorare del tennis. Il tennista punk. Quello che scendeva in campo con i ciclisti o con i calzoncini in denim e a cui la Nike, ai tempi, ha dedicato un’intera collezione.

Non ve lo aspettavate che cominciassi da lui, vero? Matteo Berrettini vestito da Boss, con unica eccezione del berrettino Red Bull, è al primo posto del fashion ranking. I pantaloncini di lunghezza e larghezza equilibrati e la polo, che dovrebbe essere dress code obbligatorio per tutti, nelle due varianti bianca o nera con le maniche a contrasto sono un abbinamento perfetto.

Certo le scarpe blu un pò mi infastidiscono, ma sono uguali a quelle di mio nipote quindi lo perdono!

Jannik Sinner ha giocato e vinto la finale degli Australian Open con una t shirt che la Nike aveva inizialmente destinato alla squadra di burraco di Villa Arzilla che poi però, purtroppo, non si è qualificata. Cosi l’hanno rifilata a Jannik che tanto la poteva svecchiare con il borsone di Gucci. Adesso sta t shirt da scappato di casa gliela stanno facendo mettere di tutti i colori (a Montecarlo è nera), ma tranquillo, Jannik, tra qualche mese arriva Wimbledon.

Taylor Fritz, tennista americano è appena entrato nella scuderia Boss, che, diciamolo, fa una buona selezione all’ingresso. A Montecarlo è sceso in campo in total black. Peccato che però sia stato buttato dal nostro Lorenzo Musetti, vestito da super pigiamino della Nike. Almeno però aveva i super tiri.

Sapete quella canzone che chiede “il coccodrillo dove sta?”, beh, ormai anche i bambini sanno che sta sulla maglia di Djokovich ed è pure bello grosso, non sia mai qualcuno pensi si stia nascondendo. Il serbo è la coordinazione perfetta in tutti i sensi. Qui a destra invece abbiamo Carlos Alcaraz che purtroppo ha dovuto abbandonare il torneo di Montecarlo. Le canotte che ha indossato me lo hanno fatto soprannominare amorevolmente il “truzzo”.

Lorenzo Sonego è uno dei pochi vestiti da Emporio Armani, che se non riuscite a leggere il logo sulla t shirt battuta 6-0 6-0 dalla candeggina, glielo ritrovate stampato in fronte. Manco la H della cinta di Hermes sul pacco degli uomini è così invasiva e disturbante. Buon per lui che il truzzo è Alcaraz, ma stesse attento perchè il fashion ranking cambia veloce.
Vorrei segnalarvi che l’altro giorno sono stata ferita nel cuore ma pure nella mia anima glamour perchè Kechmanovich che vedete qui sulla dx ha battuto Matteo mio non solo con il dritto ma pure con sta maglietta improbabile.