IL FABBRICANTE DI LACRIME MI HA FATTO PIANGERE. NON DI COMMOZIONE

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Io so’ vecchia. Di Erin Doom avevo sentito solo vagamente parlare. Poi all’improvviso su Netflix mi sono ritrovata il film tratto da uno dei suoi romanzi e ho pensato che essendo capace di vestirmi da adolescente avrei potuto anche affrontare una storia d’amore teen. D’altronde, l’amore è amore… non c’è differenza se non forse quella che gli adolescenti nei loro stomaci sentono i bruchi che poi nei nostri son diventati farfalle. Sempre formicolii procurano!

Poi, parliamoci chiaramente, pensavo che dopo essere sopravvissuta a 3 metri sopra il cielo o a Scusa se ti chiamo amore niente più avrebbe potuto sconvolgermi. Mi sbagliavo. Non ero pronta a quello che ho visto nel Fabbricante di Lacrime. Una storia che prova a essere American Horror Story ma le manca l’american , l’horror e pure la story, allora prova a essere Twilight ma non c’è sangue per vampiri, al massimo latte… quello che ci fanno uscire dalle ginocchia dialoghi che sembrano rubati a Cicciobello e Baby Mia che, penso nessuna urlerà alla discriminazione, se dico che erano totalmente privi di cervello.

E comunque senza timore di essere contraddetta posso affermare che i bambolotti avrebbero recitato meglio degli attori che però, bisogna ammettere, fanno provare un’ampia gamma di emozioni. Tutte quelle che vanno dal raccapriccio allo sgomento. Sono esordienti, li difendono i fan. Beh, venga messo agli atti che esistono anche esordienti bravi. La mala sorte ha voluto che a noi toccassero esordienti che ogni volta che hanno aperto bocca ci hanno fatto implorare che qualcuno li chiudesse in una scuola di recitazione e buttasse via la chiave.

Ovviamente ognuno ha le sue emozioni e del Fabbricatore di Lacrime ho letto anche recensioni positive se non addirittura commosse. Le opinioni degli altri si rispettano però ho bisogno di sottolineare tutto il mio disaccordo perchè questo film l’ho trovato davvero di una bruttezza e di una pochezza rare.
Non stento però a credere che il libro sia più bello. Se la Doom fosse riuscita a scrivere un libro peggiore di sto film meriterebbe il Nobel alla letteratura.

Ah… non vi ho parlato della trama. Faccio un riassunto. Ho visto lei che ama lui che ama lei ma …

Mi dispiace solo che la regia l’abbia fatta Alessandro Genovesi che mi era piaciuto in 7 donne e un mistero e ha anche diretto “10 giorni senza mamma” che ha fatto tanto ridere mio nipote.
I due protagonisti sono Caterina Ferioli e Biondo, un giovane rapper prestato alla recitazione e spero che anche in questo caso valga la regola che i prestiti vanno restituiti. In fretta. Sabrina Paravicini interpreta bene invece la direttrice del collegio che però purtroppo è un personaggio senza senso.

Per protesta vi consiglio di guardare questa serie italiana e ben fatta su Now!