SERIE TV NETFLIX: BABY REINDEER NON DEVE MORIRE

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Non mi ispirava particolarmente ma alla fine ho deciso di guardarla ugualmente. Venivo dalla visione di Ripley che ho amato e, sapendo che nulla sarebbe stato all’altezza, ho pensato che tra i “recently added” uno valesse l’altro. Poi avevo letto in giro che l’argomento stalker era trattato tra il noir e l’esilarante e mi son lasciata convincere.

Io a quelli che hanno usato l’aggettivo esilarante vorrei mandarli in farmacia a comprarmi lo Xanax che mi sarebbero servito per placare l’ansia che mi ha fatto venire. In realtà pure a quelli che hanno parlato di commedia. 

Capisco che tutto e’ relativo e che se paragoni la serie a Schindler’s list magari la parola commedia ti può pure venire in mente, ma, no, in realtà non capisco. 

E poi, dai, non è che quando uno si vuole rilassare vedendo un vecchio film mette su Misery non deve morire. Le storie di stalking non possono essere rilassanti. 

Oltretutto Baby Reindeer si ispira anche alla storia vera di Richard Gadd che è creatore e interprete prima dello spettacolo teatrale e poi di questa serie in 7 puntate brevi (circa 30 min a puntata), che io ho visto tutte in una sera, anche perché se mi fossi fermata difficilmente poi avrei premuto su “continue watching for Valeria” . Eppure volevo sapere come andava a finire. 

Questa è una storia drammatica, psicologicamente impattante perché all’inizio pensi che lui sia un cretino e che tu non ci cascheresti mai e alla fine invece pensi che invece può capitare anche a te, a me, a tutti. Le persone che riescono a infilarsi nelle tue debolezze esistono e poi è un attimo che approfittano dei tuoi traumi e ti chiudono in un massacrante circolo vizioso. 

Quindi commedia e umorismo un cavolo.

Io ve l’ho detto, se la guardate e vi viene l’ansia io lo Xanax non ve lo porto!