Quello del Met Gala e’ un red carpet particolare. Gli abiti non vanno giudicati in maniera oggettiva, ma in rapporto al dress code. Insomma, se il dress code è bianco e una arriva in un meraviglioso vintage rosso Valentino il voto non può essere positivo.
Quest’anno partendo dal tema della mostra “Sleeping beauties: reawakening fashion” il dress code richiesto è stato “The garden of Time” ispirato al racconto distopico di J.C.Ballard.
Ok, l’hanno fatta un po’ complicata, tra tema, ispirazione, dress code, racconto e mostra con un nome che fa pensare sia alla bella addormentata ma invece si riferisce ai vestiti “dormienti” e sia al bosco ma invece si riferisce a un giardino di fiori di cristallo che nulla hanno a che fare con madre natura. E nemmeno con la primavera. E nemmeno con le favole.
Il dress code poteva essere interpretato in senso distopico e decadente (e al riguardo l’ultima sfilata di Maison Margiela by Galliano ha molto da dire… come il red carpet dimostrerà) oppure ispirarsi ai fiori e ai cristalli del garden of time che rimandano indietro il tempo per evitare l’arrivo della distruzione o ancora collegarsi al tema della mostra che, ripeto, non è la favola ! Qui vi parlo del racconto di Ballard che ha ispirato il dress code.
E a questo punto cominciamo con i commenti!

Anna Wintour indossa Loewe visto che il direttore creativo della maison, Jonhatan Anderson e’ uno dei presidenti onorari dell’evento. Lei stessa e’ il dress code quindi è fuori gara. E non aggiungo altro, perché la battuta che la scelta dei fiori proprio da parte sua su un red carpet nel cui dress code è presente la parola “garden” sia “avanguardia pura” l’abbiamo già fatta in 850 mila.

Passiamo a Zendaya in Maison Margiela by Galliano, che ispirandosi a un abito da lui stesso disegnato per Dior nel 1999, ha realizzato quest’abito appositamente per lei che lo indossa interpretando tutta la drammaticità del racconto. La mia interpretazione, invece, è che, al diavolo i fiori, basta che dalla distruzione si salvino i grappoli d’uva che almeno ci possiamo fare il vino.


Ma non finisce qui, perché Zendaya ha deciso di fare due red carpet e così, a sorpresa, è ricomparsa indossando una creazione che sempre Galliano aveva disegnato per Givenchy nel 1996… quel mazzolin di fiori non sta più sulla montagna ma nel cappello di Zendaya!
Splendida e perfetta in entrambi… ma io due uscite le vedo un po’ come bulimia da red carpet. L’attesa per i look rischia di superare quelle per le interpretazioni.

Jennifer Lopez, host della serata con Zendaya, ha indossato Schiaparelli. Daniel Rosberry che stavolta avrebbe potuto dare sfogo alle sue visione distopiche invece si è contenuto trasformando JLo in una farfalla di cristallo, nata dal bozzolo che il vestito crea nella parte pubica. Nella parte posteriore invece nulla è lasciato alla fantasia. Si capisce che non è tra i miei preferiti o devo essere più chiara? No la parte posteriore del vestito di JLo non ve la faccio vedere… che quella alla ricerca della BDC sono io!
Il premio “più truzza” del Met Gala se lo dividono in tre, anche se Dua Lipa è in leggero vantaggio sulle altre. Non so a voi ma a me sembra uscita dal disordine della canzone di Rose Villain e invece è semplicemente uscita dall’atelier di Marc Jacobs con addosso tutto quello che poteva prendere seguendo il criterio del “‘ndo cojo, cojo”. Poi abbiamo Rita Ora in semi costume adamitico di Marni e infine troviamo Shakira, in Carolina Herrera, nel cui outfit l’unica visione distopica che si intravede è quella dell’eleganza.



Se si parla di fiori di cristallo, come il cacio sui maccheroni, arriva Swarovski sul red carpet. Anok Yai con la sua tuta, Karlie Kloss con il cristallo rampicante e Iryna Shayk con il suo generatore di luce erano così belle che … basta! Facessero i bicchieri in cotone e tutti i vestiti in cristallo.




Quando si tratta di Met Gala non arriva Gigi con la cremeria (cit. pubblicitaria che capiamo noi vecchi), ma Gigi Hadid con un vestito di Thom Browne che ferma il tempo al romanticismo … quello che, beata lei, vive con Bradley Cooper. A proposito ma lei e Irina si saranno salutate? Lo so, lo so che sto commentando i look, ma il gossip si insinua sempre come la sabbia nel costume.

Io Nicky Minaj in Marni l’avrei vista meglio come giostrina sulla culla di un bambino invece che sul red carpet del Met, ma il dress code è in qualche modo rispettato quindi lasciamola sul red carpet mentre qualche neonato piange disperato.

Chanel è decisamente in dress code … sono finiti i fiori del Garden of Time che Coco coltivava con tanto glamour e sono arrivati il disordine, l’incertezza e gli outfit inspiegabili: Penelope Cruz, in un abito da sera che posso apprezzare solo per le povere sarte che ci hanno messo 500 ore a farlo, Camila Morrone con un maglioncino carino per fare l’aperitivo e comunque non a maggio e Gracie Abrams, vestita un pò da domenica a messa. E poi ancora Sofia Coppola pronta per un ordinario giorno di lavoro e Michelle Williams pronta per fare la vittima sacrificale, speriamo non incontri Anna Wintour sulla sua strada. Lo so il vestito di impatto non è male… ma poi, se guardate meglio, non è a corpetto. Ha tutto un velo. Pure sulle spalle.





Quando pensate di essere sfigate, ricordatevi di Kari Naf che al Met Gala si è ritrovata con la brutta copia dell’abito di Kaya Gerber, che indossa Prada. Pur essendo democratici, H&M non poteva reggere il confronto. I due vestiti hanno in comune una cosa. Entrambi hanno snobbato il dress code.

Oscar de La Renta ha dimenticato il dress code con il vestito di Kylie Jenner (no, la statua da giardino non regge, altrimenti ci si poteva ispirare pure alle papere. Ci sarà stato un laghetto in sto garden of time?). Su quello di mamma Kris vestita da Papa ha aggiunto un fiore alla fine giusto per non fare incazzare Anna Wintour. Poi però ha pensato bene di non tirare troppo la corda e ha recuperato con l’abito di Kerry Washington che si ritrova con lo strascico pieno di fiori. Ed è un bene. O forse no. Insomma un po’ mi sto accontentando di questo vestito perché lei resta pur sempre Olivia Pope.




Kendall Jenner ha bypassato il dress code e ha puntato dritta al tema del Met Gala di quest’anno, indossando un vestito che davvero è uno sleeping beauty. Un pezzo unico di Givenchy che non era mai stato indossato prima.

Il conte e la contessa del racconto di J.C Ballard sono Damiano David e Dove Cameron.
Ho visto lui che “sbanalizza” lei che esalta lui.
Questo si chiama perfetto outfit di coppia. Ed è stato realizzato da Diesel.

La tragicità del Garden of Time e’ tutta espressa nell’abito di Balmain indossato da Tyla. Il tempo che passa inesorabile e rischia di polverizzare tutto come fosse sabbia. E sembra proprio un vestito di sabbia quello disegnato da Olivier Rousteing arricchito poi da “credevo di essere una pochette e invece sono una clessidra” proprio per andare dritto nel “time” del dress code. Ed è per questo, signore e signori, che proclamo questo outfit vincitore assoluto del red carpet .

E che nessuno osi contraddire con menate femministe ciò che themolisanaposh ha incoronato. E si, Tyla, essendo “insabbiata”, e’ stata portata sulle scale del Met come fosse un manichino, dicono quelle che si sentono umiliate anche quando il partner non abbassa la tavoletta del water. O come un’opera d’arte, dico io che amo la moda. Alla fine del red carpet, il direttore creativo ha preso le forbici e accorciato l’abito per facilitare Tyla nei movimenti.
Degno di nota anche il sottogiacca dello stesso Olivier con il calco della sua faccia. Io resto incantata davanti a queste forme estreme di egocentrismo .

Al secondo posto ma proprio per pochissimo c’è’ Kim Kardashian in Maison Margiela. Kim non ha fatto un red carpet ma una performance. Ok, in questo momento Sotheby’s sta battendo all’asta le costole che hanno dovuto toglierle per chiudercela dentro ma questo vestito metallico è pazzesco. Il Garden of Time e’ rimasto senza fiori … la folla barbara ha preso il sopravvento ma in mezzo a loro c’è lei in un vestito spoglio che spaesata va alla ricerca dei fiori di cristallo stringendosi in un maglioncino piccolo che, in mezzo alla distruzione, sembra proteggerla come fosse una coperta di Linus. Ok, sono stata un po’ poetica, ma poteva andare peggio … potevo scrivere tutto in endecasillabi.

Lana Del Rey sta come da dress code sul red carpet un albero. Praticamente non c’entra niente. Il dress code non aveva a che fare con alberi e natura morta. Ma da Alexander Mc Queen ormai avevano potato gli alberi e quindi gli avanzavano i rami!

Io ho super adorato la collezione di Chemena Kamal per Chloe, l’ho vista più volte, ho preso spunti, idee. Insomma mi ha tanto stimolata, quindi faccio un po’ fatica a scrivere quello che sto per scrivere … va bene tutto, va bene che siamo nel 2024 e pensare che ci siano alcuni abiti per l’aperitivo e altri per la cena e’ ridicolo… ma gli stivali marroni sul red carpet del met gala no.

Qualche regola dobbiamo pur averla. Ok, certo, le regole sono fatte per essere trasgredite, ma una volta. Non con tutte le tue invitate al met gala … la foto di gruppo di Chloe’ sembra quella delle amiche all’aperitivo dopo il lavoro. Con esclusione della mia adorata Sienna Miller che aveva il giorno libero e quindi era all’aperitivo dopo il mare.

E dopo un po’ di assenza finalmente rivediamo Cara Delavigne su un red carpet . E non uno a caso. Per il Met Gala ha scelto Stella Mc Cartney e un outfit da spermatozoo. Ma uno di quelli buoni. Quelli che poi dalla fecondazione come minimo ti viene fuori Berrettini. L’outfit l’ho adorato, forse un po’ fuori dress code, ma chi siamo noi per dire che nel Graden of Time il conte e la contessa di J.C. Ballard non abbiamo fatto roba ?

Non è una buona cosa che stessi per dimenticarmi di Sarah Jessica Parker che però mi è finita nel limbo, quello dei fashionisti che però non riescono a vedere Dio(r) (semi cit)
L’unico Valentino che ho intercettato lo ha indossato Jordan Roth. E’ troppo presto per prendermela con il pollice verde di Alessandro Michele che ha fatto nascere i fiori su un abito fluido di Pierpaolo Piccioli, quindi apprezzerò il rispetto del dress code che passa dai fiori colorati al marrone del garden of time ormai secco. Però diamine questo sembra passato in una pozzanghera di melma. Ok, forse non sono pronta a dire addio a Piccioli.


Nicole Kidman in Balenciaga e’ perfetta per il Met Gala in omaggio a Karl Lagerfeld. Che però era quello dell’anno scorso.
Emily Ratajkowsky in un Versace del 2001 che però non riesco a definire vintage perché è un modello visto e rivisto che ha abbastanza stufato. (Vedi alla voce JLo). E il nudo sotto mostrato così senza reale necessità lo rende pure volgare (vedi ancora alla voce JLo). Ditemi tranquillamente che sono bacchettona. Lo accetterò.


Cynthia Erivo indossa un outfit di Thom Browne già visto, solo che questo ha l’effetto riso. Quello che vai ai matrimoni e la gente lancia riso a caso e te torni a casa e lo hai ovunque anche se non sei la sposa. Da Thom Browne al posto del riso hanno lanciato fiori.

Phoebe Dynevor indossa Victoria Beckam … praticamente l’acqua santa in confronto alle creazioni decadenti di Galliano per Margirla. Insomma, Phoebe potrebbe essere Kim Kardashian prima della distruzione totale del giardino del tempo. La linea romantica e fluida di Victoria Beckam e’ meravigliosa e fa molto risveglio della moda. Una roba tipo … e’ primavera, svegliatevi stilosi !

Ariana Grande anche lei in Loewe che ha liberamente interpretato il dress code. In sto garden of time ci sono i fiori di cristallo che sappiamo non possono nascere dalla terra. Chi meglio della fatina di cenerentola ci sa fare con il cristallo? E, una volta che una ha una bacchetta in mano, che non se lo fa un corpetto in madreperla con i manici delle posate della nonna?

Lei è Mona Patel, imprenditrice e filantropa, in un abito realizzato da Iris Van Herpen a tema farfalle, che oltre che nel taglio di vestito sono presenti anche sulle braccia dove addirittura si muovono con un meccanismo che, se guardate il video, più che con la leggiadria del battito d’ali sembra abbia a che fare con la misurazione della pressione. L’unico motivo per cui la cito e’ che il suo stylist è Law Roach, che, ormai in pensione dall’attività di stylist, finora aveva fatto eccezione solo per Zendaya.
