News di oggi: la necessità di dire la cosa socialmente giusta sta diventando più impellente della pipì dopo un pomeriggio all’Oktober Fest.
Dobbiamo in continuazione ribadire di essere buoni, inclusivi e intolleranti alle ingiustizie. Lo spirito critico non è socialmente accettato. Tutto diventa violenza, patriarcato o sfruttamento. A prescindere.

Angelo Duro è diventato un eroe del patriarcato perché in modo colorito e seguendo la sua cifra stilistica ha scritto che … gli piace scopare.
C’è stato un tempo in cui quelli che “ce l’avevano duro” li mandavamo in parlamento, adesso in teatro con l’accusa di sessismo e ci sentiamo delle persone migliori.
Io però farei anche un’interrogazione parlamentare per valutare se ha fatto pubblicità ingannevole al suo tour. Che con sto clamore dato alla presenza di f**a, i biglietti li avranno comprati tutti uomini che speravano di incontrarla. E a cui toccherà farsi quella cosa lì di 4 lettere che inizia per s e finisce per a. E Angelo Duro diventerà un sessista colpevole di induzione alla masturbazione

Concerto di Jova. Interno sera. Lei guarda lui con gli occhi innamorati, sussurrando le parole di Un Mondo a Parte che sentiamo cantata dal vivo da Jova. Lui anche e poi, prima di baciarla, la stringe tra le sue braccia. Anzi no, tra un braccio solo, perché l’altro gli serviva per reggere lo smartphone e fare un video. Che probabilmente non si vedrà né si sentirà bene.
Il romanticismo 2.0.

L’esagerazione di Alba Parietti a cui si riferisce Libero è di aver detto culo durante la trasmissione condotta da Pierluigi Diaco, che l’ha accusata di volgarità ma è stato clemente. Invece di chiederle di lavarsi la bocca con il sapone ha ritenuto sufficiente che Alba si scusasse con il pubblico. Me cojoni, Dià. Tu si che conosci le buone maniere. Quando però Mrs Rottermayer spiegava che un ospite non va messo a disagio e rimproverato come fosse tuo figlio, stavi a fà i pensieri zozzi su Candy Candy. Sei tu che, se vuoi, ti scusi con il TUO pubblico per qualcosa che un TUO ospite ha detto o fatto. Poi le cose le chiarisci a telecamere spente.

Ci sono un bambino e una ragazza che canta in minigonna e stivaloni. Sembra l’inizio di una barzelletta e invece è quello di uno spot per scarpe anti infortunistica. Tranquilli. Poi lo spot si focalizza sulle scarpe in cui degli uomini infilano i piedi con l’espressione di quelli che si son leccati le dita dopo aver mangiato i Fonzie. Siate intuitivi, che, se lo dico in maniera più esplicita, Diaco si incazza. Testimonial dello spot social è Diletta Leotta. Non so chi tra lei, l’azienda o i creativi di Tamarrolandia che hanno partorito lo spot si sia preso più critiche.
Praticamente, le donne che sono state risparmiate dal sessismo e dallo sfruttamento di Angelo Duro se so’ ritrovate a farsi guardare le mutande da un bambino che fa il piccolo arrapato per colpa di genitori che, come ha decretato il tribunale social hashtag diritto di famiglia, non meritano la patria potestà.
La protesta e lo sdegno pure per uno spot che potevamo semplicemente incasellare tra le cose brutte e volgari. Magari confidando in Diaco per far fare pubblica ammenda a Diletta Leotta.

Stasera su Rai Uno andrà in onda Io Capitano il film di Matteo Garrone candidato l’anno scorso agli Oscar come miglior film internazionale. Non ha vinto solo perché purtroppo a me non è particolarmente piaciuto e quando l’Academy mi ha chiesto un parere sono stata dubbiosa. Però sono stata una delle poche, quindi sentitevi liberi di ribaltare la mia opinione!!!!
Io sono Valeria, vendo posh e scrivo letters.
Questo è Posh and Letters. Ci vediamo domani con gli (s)fatti!
(Se vi va mi trovate soprattutto su Fb, sono una boomer!)
