AL PAPA PIACE QUESTO POST.

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Visto che non voglio deludere il Papa, eccomi qua a fare un pò di chiacchiericcio.

Succede che a un certo punto ho visto che su X era in tendenza l’hashtag #serenadoe, Serena Mazzini all’anagrafe.

Lei è una social media manager collaboratrice di Selvaggia Lucarelli. Quindi, perdonatemi la spocchia, avevo già capito che non mi sarei trovata nel mezzo di una discussione per cui  sarebbero servite le mie, seppur minime, capacità intellettive.

Mi sbagliavo perchè, alla fine, clicca di qua, clicca di là mica son riuscita a capire bene cosa sia successo. Ho capito solo di essermi ritrovata in una guerra tra poveri. 
Vi dico quello che ho ricostruito.
Valeria Fonte, attivista femminista e scrittrice, denuncia Serena Mazzini che pare facesse parte di un gruppo telegram di 70 persone in cui venivano perculate lei e altre femministe.

Ovviamente non va dai carabinieri, la denuncia la fa attraverso delle storie Instagram scritte in un italiano claudicante e invasato, in cui, tra i tanti deliri, rimango colpita dall’indignazione per i commenti su una sua foto after sex. E non perchè sia stata hackerata. No, la foto l’aveva pubblicata lei stessa tra i suoi “amici” intimi di instagram.
Queste donne moderne che pubblicano le loro foto after sex.
La vera emancipazione, proprio. 


Dopo di lei altre attiviste hanno denunciato la violenza subita nella chat telegram in cui, secondo quanto riportato da altri membri della chat stessa, Serena Doe avrebbe usato espressioni da bulla, offensive, violente commentando foto e dichiarazioni. 
Queste povere femministe violate da un’altra donna che spettegola sulle loro foto, le treschette, sui loro adv e su ho visto lei che bacia lui che bacia me. 

Si minacciano azioni legali, rivoluzioni, spuntano le indignate che erano nella chat telegram e che, povere, sono dovute uscire perchè disgustate dal pettegolezzo, la Lucarelli si butta nella mischia perchè si sta sputtanando una persona senza nemmeno portare uno screenshot a sostegno. 
E’ cominciata la guerra tra quelle che vogliono fare le inchieste e quelle che vogliono fare le influencer femministe. Una guerra che si combatterà senza esclusione di screenshot e di chat “zitte zitte in mezzo al mercato”. Orde di scheletri sono già pronti a uscire dagli armadi.
Lasciamole combattere che magari si distruggono a vicenda. 


p.s. vorrei aggiungere che nessuna parola è stata sfruttata in questo post, ma non è così.
Purtroppo ho dovuto riportare parole e definizioni.
Femminismo, violenza e bullismo sono tutte altre cose.