BELVE: TRA IL PISELLO DI BORGHI E IL DIVORZIO DI FEDEZ, ARRIVA FRANCESCA CIPRIANI

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Tra il pisello di Borghi e il divorzio di Fedez rischia di passare inosservata l’intervista di Francesca Cipriani a Belve, quindi ne scrivo io perché è stato un momento di televisione assurdo, che non possiamo dimenticare. Probabilmente bisognava compensare i soldi dati a Fedez, quindi Francesca Fagnani ha accontentato la Cipriani che già l’anno scorso si era autocandidata per essere intervistata.

Non so se, per inserirla tra le Belve, quelli della redazione siano andati ad arrampicarsi nella sala degli specchi di Versailles, perché davvero io mi aspettavo che in sovraimpressione passasse la scritta “nessuna pantera è stata sacrificata per permettere la partecipazione della Cipriani”.
A un certo punto la Fagnani stessa ha mollato la preda rendendosi conto che stava commettendo circonvenzione di ospite.


Io la carriera di Francesca Cipriani non l’ho seguita nel dettaglio. So che ha sempre giocato con il personaggio dell’oca giuliva e svampita, quindi la stimo per essersi addentrata, impavida del pericolo, nella giungla popolata di belve. L’intuizione è stata giusta, perché poteva essere l’occasione per dimostrare di essere qualcosa di diverso.

Io ero lì ad ascoltare l’intervista sperando, per una sorta di solidarietà tra bionde, che prima o poi dicesse qualcosa di intelligente, ma purtroppo in trenta minuti non c’è stata nemmeno una doppia punta a cui aggrapparsi per salvare Francesca Cipriani dal disastro totale. Il nulla.

Abbiamo una ragazza che la notte dorme poco preoccupata per le guerre e i femminicidi, che sotto le tette ingigantite a dismisura nasconde un cuore che trasborda di generosità, che vorrebbe che in tv facessero lavorare prima le italiane, che alle cene di Berlusconi ci è andata perché invitata ma, badate bene, a via Olgettina non ci ha mai vissuto, che ha speso più di 150 mila euro in interventi estetici e che vorrebbe infine avere la possibilità di mostrare anche la sua parte drammatica. Su questo la vorrei tranquillizzare, però, perché noi, ahimè, il dramma lo abbiamo visto tutto.

Alla fine mi ha fatto tenerezza, mi sarebbe piaciuto che la chiusura di questo pezzo fosse stata “l’oca è diventata una belva”. E invece no. Purtroppo l’oca non ha corso più veloce del leone. E nemmeno della gazzella.

La settimana scorsa a Belve c’era stata Carla Bruni