BELVE: E’ VERO. CREDETEMI E’ ACCADUTO

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Non sono mai stata una grande fan di Francesca Fagnani, anzi. Sono stata sempre molto critica nei suoi confronti, ma, devo ammetterlo, non so dove (ha lasciato il dubbio sul numero del telecomando su cui dovremo pigiate per rivederla), spero di rincontrarla presto perché devo riconoscere che in questa ultima stagione di Belve ho imparato ad apprezzarla. Alla fine, ha creato un format vincente, ha impostato un suo registro originale che ormai è riconoscibile ed è riuscita ad avere ospiti che comunque hanno riempito i social e i giornali non solo durante e dopo la puntata, ma anche prima con i trailer sapientemente montati e diffusi per creare curiosità. Avere un debole per i social e rendere i contenuti “socialmente” ammiccanti non possono essere considerate colpe gravi, vista pure la piattaforma su cui state leggendo questo post.

Insomma, possiamo considerarlo un peccato minore, visto sopratutto che il programma non è solo specchietto per i social ma ha i suoi contenuti.

C’è da dire poi che quest’anno, la Fagnani ha limato l’atteggiamento perculante che io davvero detestavo. Quei mugugnii ben assestati per sottolineare le mancanze e le debolezze dell’ospite di turno li trovavo così offensivi che mi costringevano a cambiare canale. Quest’anno invece è riuscita a essere sempre la stessa belva. Insomma, non gatta con Carla Bruni e tigre con Francesca Cipriani sebbene, devo riconoscere, qualche mugugnio, quest’ultima. se lo sarebbe meritato.

Inoltre, ha aggiustato in corsa il tiro della trasmissione, eliminando sia la tristissima parte comica sia l’inspiegabile intervento delle “eterobasiche” raccattate su qualche social e che facevano ridere solo quelli truccati da Joker. Il taglio della trasmissione si è alleggerito, le interviste sono andate avanti una dietro l’altra senza distrazioni e interruzioni e lo share ha sorriso.

Adesso la Fagnani la vedo come un’amica con cui mi divertirei ad andare a bere una bottiglia di vino e io posso sbagliare tante valutazioni ma non quelle sulle persone con cui vale la pena condividere il vino. Con le amiche, però, si sa, bisogna essere sincere. Quindi magari le direi di sistemarlo quel romanaccio che può essere divertente ogni tanto, ma come cadenza fissa alla lunga risulta abbastanza sciatto. E poi aggiungerei di essere più padrona dell’intervista e di non sembrare spaesata se un ospite la spiazza con una risposta inaspettata e lei non sa che frase pescare dall’agendina rossa per rispondere in maniera adeguata.
Ecco, trovo una simpatica con cui farmi una bottiglia e la faccio incavolare subito.  E ovviamente adesso il vino devo pure pagarlo io. Difficile la vita dei sinceri.

Comunque, per me l’intervista più bella è stata quella a Margherita Buy.
La battuta inconsapevolmente più divertente quella di Mara Maionchi che a 83 anni parla di quanto le vecchie siano tremende a burraco.
La battuta più commovente quella di Chiambretti che alla mamma, se potesse rivederla per due minuti, direbbe “stai qua”.
L’intervista peggiore, quella di Matteo Salvini. Anche la più inutile.

Quali sono stati i vostri momenti migliori o peggiori del programma?