CHIARA FERRAGNI COLPEVOLE DEL REATO DI PRESUNZIONE

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“Guys, ho sbagliato. Sono stata negligente, ingenua, approssimativa. Affronterò le conseguenze di quello che è successo e di cui mi assumo tutta la colpa perché spettava a me controllare che nella mia azienda le cose fossero fatte con trasparenza e onestà.
Spero un giorno di riconquistare la fiducia che avete sempre avuto in me e che io ho tradito nel peggiore dei modi.

Mi scuso anche con le aziende che hanno investito su di me per promuovere iniziative, progetti e lanciare nuovi prodotti. Non era mia intenzione infangare il vostro nome ma purtroppo l’ho fatto. Il percorso per recuperare sarà lungo e difficile.
Quello che c’è stato fino a ieri, da domani non potrà esserci più. Pagherò la multa che mi è stata comminata dall’Antitrust.
Non voglio nemmeno provare a contestare la loro accusa.
Il dolo, quello si, quello lo contesterò. Non ho mai voluto truffare i consumatori né tantomeno ho pensato di arricchirmi alle spalle di bambini malati. Adesso sarebbe facile donare dei soldi all’ospedale come pubblico gesto di redenzione, ma non lo farò. Non adesso, non in questa modalità. Il mio debito, economico e morale, sarà saldato e per una volta lo farò senza dare spettacolo.

È arrivato il momento di dimostrare di essere la brava imprenditrice che mi sono sempre vantata di essere ma che, come dimostrano i fatti, non sono stata.

Avrei dovuto controllare, essere più presente, rispettare regole di trasparenza, che da adesso in poi saranno intransigenti. Ho la responsabilità dei miei dipendenti, dei marchi che ho creato e di tantissime persone che si sono fidate di me. È per questo che faccio un passo indietro.

Dai prossimi mesi il marchio di abbigliamento Chiara Ferragni cambierà nome, le collezioni saranno affidate a giovani stilisti che hanno difficoltà a emergere e a cambiare saranno tantissime altre cose. Ma non è questo il momento di parlarne. Voi siete giustamente furiosi con me, d’altronde lo sono anche io. Con me stessa, ovviamente. Non con voi. Avrò tanto da affrontare nei prossimi mesi e l’unica promessa che faccio a me e a voi è che mi impegnerò per essere una persona e un’imprenditrice migliore.
Quello che c’è stato finora è finito. Quello che diventerà lo vedremo.
Adesso è solo il momento di chiedere scusa a tutti quelli che si sono fidati di me e si son sentiti traditi”

Invece della pantomima in tuta grigia, questo è il discorso che avrei fatto fare io a Chiara Ferragni, che, oltre che di truffa aggravata, dovrebbe essere accusata anche di eccesso di presunzione. Solo con la presunzione si spiega questa sua ossessione per voler continuare a fare quello che faceva prima, che sostanzialmente era … il nulla, che è quello che poi in effetti è rimasto dopo lo scandalo.

La vita da patinata è diventata sfigata nel giro di due storie instagram, i suoi marchi di abbigliamento, di make up e di gioielli sono durati poco più di un gatto in tangenziale, le aziende che la ricoprivano di soldi per una foto sono scappate più velocemente di un uomo a cui al primo appuntamento dici di sentire le lancette dell’orologio biologico, i follower adoranti si sono rivelati dei piccoli Dexter, la famiglia del Mulino Bianco è stata presa in ostaggio dalla gallina Rosita e lei che fa?

Vuole riprendere la sua vecchia vita. Boh.