In anticipo di circa un mese rispetto al calendario canonico, Parigi ha ospitato la settimana dell’haute couture per poi lasciare spazio ai Giochi Olimpici. Con Fendi (per riorganizzazione) e Valentino (per cambio direttore creativo anche se abbiamo già avuto un’anticipazione del lavoro di Alessandro Michele) grandi assenti, abbiamo assistito a sfilate spettacolari più che ad abiti da sogno.
Vi porto in giro a vedere le cose più interessanti che sono successe.

La sfilata di Dior ha dato la definitiva prova che la creatività di Maria Grazia Chiuri non è in forma. Gli outfit più belli si sono visti nel front row. Qui ci sono Jennifer Lopez e Doja Cat


Alla sfilata di Balenciaga, in assoluto la più stupefacente, è arrivata addirittura Miranda Priestley direttamente da Il Diavolo veste Prada. Non era Meryl Streep ovviamente, ma una drug artist, che ha contribuito a movimentare l’atmosfera. Vi lascio qui alcuni look proposti da Denma Gvasalia, il direttore creativo della maison che più di tutte destruttura la moda, criticandone le fondamenta.
Ed è così che ci ritroviamo una collezione in cui regna il disordine, in cui nulla è dove dovrebbe essere e paradossalmente sembra essere al posto giusto.







Katy Perry vince senza dubbio il premio per l’outfit più clamoroso disegnato per lei da Balenciaga. Sul lungo strascico sono scritte le parole del suo nuovo brano che sta per uscire.

Daniel Rosberry ha celebrato Elsa Schiaparelli (la cui storia trovate qui), creando la collezione “Fenice” , in cui gli outfit rinascono dalle “ceneri” lasciate dalla fondatrice della maison.
Le provocazioni, a parte alcuni eccessi come le sgambature ultra inguinali, lasciano lo spazio alla meraviglia con abiti che rispecchiano la passione per l’arte e per la creatività di Elsa.




Gli ospiti della sfilata di Schiaparelli sono stati come al solito moltissimi, ma il posto d’onore, e l’outfit, sono toccati a Kylie Jenner, con un abito che è tutto un ricamo, la cappa come capospalla e il volto protetto da un volo.

Giorgio Armani non ha spiegato la sua sfilata, probabilmente perchè c’era poco da spiegare. E’ Giorgio Armani. Le perle, il velluto, le linee sinuose, l’eleganza estrema sono le caratteristiche che da sempre appartengono al re della moda italiana. La bellezza è indiscutibile, ma la sfilata ha avuto più il sapore di una retrospettiva.

Dopo il suo ritiro, Jean paul Gualtier ha deciso di affidare le sue collezioni ogni volta a uno stilista diverso. Questa volta il guest designer è stato Nicolas Di Felice di Courreges, che ha lavorato sui corsetti alti ed eccessivi, su tasche centrali e soluzioni sinuose e futuriste, per rendere omaggio allo stilista che lui ha sempre considerato una star.



