LA PORTA MAGICA CHE FA DIVENTARE VECCHIA ANDREA DELOGU

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A me piace molto Andrea Delogu. E, sebbene nutrissi delle perplessità, ero curiosa di La Porta Magica, il programma che conduce e che va in onda dal lunedi al venerdi alle 17 su Rai Due.

Stanotte approfittando dell’insonnia ho deciso di recuperare una puntata su Rai Play. Mi sono riaddormentata, contando i ragni che si aggiravano tra le ragnatele di uno studio in cui va in onda un programma che è la copia di mille altri. Pure il font del logo non è originale.

La Porta Magica è un programma brutto e antico. C’è poco altro da dire. Non riesco nemmeno a salvare gli outfit della Delogu, che sembrano rubati dall’armadio pieno di naftalina di Milly Carlucci.

Io davvero non comprendo la miopia della Rai che ha a disposizione una conduttrice giovane e brillante, che parla un italiano corretto e fluente, sa essere ironica ed educata e … cosa fa? La mortifica affidandole un programma che sarebbe piaciuto a mia nonna. Forse. Guardandolo probabilmente le sarebbe venuta la malinconia dei tempi belli quando c’era Raffaella.

Le nostre nonne sono quasi tutte morte ormai. Nel pubblico pomeridiano c’è stato un ricambio generazionale. Gli “anziani” che oggi magari guardano di più la televisione di pomeriggio, non arrivano dal dopoguerra. Hanno esperienze, cultura e interessi contemporanei, usano internet, hanno i social e magari avrebbero voglia di un’alternativa di sostanza ad Alberto Matano.

In un mondo dove ormai tutto si può vedere in streaming non capisco perchè le trasmissioni del pomeriggio vengano sempre considerate di serie b, con gli ospiti minori e l’atmosfera da casa mia per anziani.
Negli Stati Uniti, i programmi diurni sono scritti da sceneggiatori. Hanno ospiti importanti, vanno in onda da sedi prestiogiose.

Come è possibile che nessuno abbia pensato di affidare ad Andrea Delogu un talk come quello che per esempio conduce Drew Barrymore?

Se un programma è fatto e scritto bene, la gente lo guarda e soprattutto lo apprezza. Quello che ha fatto Fiorello con Viva Rai Due in una fascia oraria improbabile non ha insegnato nulla ai dirigenti Rai?

Boh.