UNIVERSALE, E’ L’IMBARAZZO CHE PROVO PER QUESTO GOVERNO

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In questi giorni me ne stavo tranquilla a sentirmi rivoluzionaria per non aver postato nemmeno una ricetta con la zucca quando a un tratto il nostro parlamento di trogloditi ha fatto diventare reato universale la maternità surrogata. Mi sono ritrovata a dovermi incazzare su una questione riguardo cui, oltretutto, ho sempre nutrito delle perplessità.

Premetto che io ho l’istinto materno di una gallina gourmet che le uova le caccia direttamente cotte alla benedict, che le donne che si sentono incomplete per non aver procreato mi fanno paura più dei vuoti d’aria in aereo e, si, confesso, talvolta ho pensato che single, coppie etero, coppie gay, coppie fluide e coppie di tutte le altre combinazioni possibili dovrebbero essere sottoposte a valutazione psichiatrica prima di riprodursi. Proprio per questo però non mi sono mai sentita in diritto di giudicare le scelte riproduttive di persone che hanno sensibilità diverse dalle mie.

Insomma, la questione sulla maternità surrogata nella mia coscienza era aperta. Fino a quando il nostro parlamento di trogloditi ha fatto diventare reato universale la maternità surrogata. Lo avevo già detto, vero? Chi se ne importa, meglio ribadirlo.

Reato universale significa che un fatto viene ritenuto reato e, in quanto tale punito, anche se commesso in paesi in cui non lo è. Praticamente gli italiani non potranno più ricorrere alla maternità surrogata. In nessun paese. La questione è ovviamente delicata perché esistono paesi in cui per rendere la procedura meno costosa, la madre surrogata viene sfruttata e non adeguatamente tutelata. Spesso diventa una “vendita” di utero al miglior offerente. E in questo caso non credo sia opinabile che la pratica debba essere assolutamente vietata.

Esistono però paesi civili in cui i legislatori si sono messi attorno a un tavolo e hanno analizzato la questione sotto tutti i punti di vista per tutelare al meglio la donna che offre questo servizio.

Lo chiamo servizio perché la madre surrogata viene pagata per far crescere nel proprio utero un ovulo fecondato che non è il suo. Poi, si, ci sono storie belle di legami che si creano, ci sono donne felici di mettere al mondo una nuova vita che darà gioia a qualcun altro, ma qua non bisogna difendere quello che i “pasionari” della maternità surrogata vogliono far passare come altruistico atto d’amore. Qua non stiamo a fare i saccottini con la gallina Rosita nel mulino bianco.

Bisogna difendere e regolare un servizio, a cui chi vuole deve avere il diritto di accedere. Dovrebbe, è il caso di dire.

Purtroppo, noi italiani non siamo civili né nel legiferare né nel rispettare le leggi. Quindi io avrei paura dei modi creativi che troveremmo per aggirare le leggi se la maternità surrogata fosse permessa in Italia. D’altronde, non siamo in grado non solo di legiferare per prevenire i femminicidi ma nemmeno di punirli una volta commessi. E sembra che nessuno abbia più paura delle conseguenze delle proprie azioni.

Dovrebbe essere compito di chi ci governa rendere migliore il nostro paese e, visto chi ci governa, ahimè, mi viene da pensare che per noi italiani essere migliori sia uno sforzo troppo faticoso e votiamo chi ci permette di rimanere nella nostra mediocrità.